Reati contro i minori in Calabria, diminuiscono i casi ma «il fenomeno è globale»
La violenza all’interno delle relazioni familiari continua a rappresentare una delle principali aree di rischio per bambini e adolescenti
COSENZA Sono stati 205 i minori vittime di reato in Calabria nel 2025, con un’incidenza dello 0,07% sulla popolazione minorile regionale. Il dato segna un calo del 15,6% rispetto all’anno precedente, in controtendenza rispetto alla media nazionale, che registra un aumento dell’1%. In linea con la tendenza nazionale, invece, è la prevalenza femminile delle vittime: in Calabria il 62,4% sono femmine. Bambine e ragazze raggiungono l’85,4% se si guardano le vittime dei crimini sessuali, una percentuale superiore alla media nazionale (82,6%). In tutto, tra maschi e femmine, tali crimini hanno coinvolto 48 vittime, il 23,4% del totale regionale. La fattispecie di reato a danno di minore più diffusa in Italia resta quella dei maltrattamenti in famiglia: in Calabria il fenomeno è ancora più marcato, con 104 vittime che rappresentano oltre la metà del totale regionale (50,7%).
Sono i dati, elaborati dal Servizio Analisi Criminale della Direzione Centrale Polizia Criminale, resi noti dalla Fondazione Terre des Hommes e pubblicati all’interno del Dossier indifesa “La condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo” 2026, presentato alla sede ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani, in vista della Giornata internazionale delle bambine (11 ottobre, ndr).

I numeri in Calabria
Nel 2024 le vittime di reato con meno di 18 anni registrate in Calabria erano complessivamente 243. Nel 2025 il numero è sceso a 205, con una riduzione del 16% e 38 vittime in meno rispetto all’anno precedente. Un dato che segnala una flessione significativa del fenomeno, ma che non può essere interpretato automaticamente come una diminuzione generalizzata di tutte le forme di violenza e abuso sui minori. A richiamare l’attenzione è soprattutto la distribuzione dei casi tra le diverse tipologie di reato. Nel 2025, infatti, i maltrattamenti contro familiari e conviventi si confermano la voce numericamente più rilevante, con 104 vittime minorenni, praticamente lo stesso livello del 2024, quando erano state 105. La variazione è appena dell’1% in meno. Il dato evidenzia come, nonostante la contrazione complessiva dei reati considerati, la violenza che si consuma all’interno delle relazioni familiari continui a rappresentare una delle principali aree di rischio per bambini e adolescenti.
Il confronto tra i due anni mostra andamenti differenti a seconda della fattispecie. Le violazioni degli obblighi di assistenza familiare passano da 27 vittime nel 2024 a 10 nel 2025, con una diminuzione del 63%. Anche i casi di abbandono di persone minori o incapaci registrano una flessione, da 28 a 17, pari al 39% in meno. Di segno opposto è invece l’andamento dell’abuso dei mezzi di correzione o di disciplina, che sale da 5 a 18 vittime, con un incremento del 260%. Pur partendo da numeri assoluti contenuti, l’aumento rappresenta uno degli elementi più significativi del confronto statistico e merita attenzione, soprattutto per la natura del reato, che riguarda comportamenti abusivi nell’esercizio di funzioni educative o disciplinari. Resta stabile anche il numero delle vittime di sottrazione di persone incapaci: 8 nel 2024 e altrettante nel 2025. La stabilità numerica, in questo caso, non equivale all’assenza di criticità, ma indica che il fenomeno non ha registrato variazioni nel periodo considerato.
La violenza sessuale e i reati legati allo sfruttamento dei minori
Un capitolo particolarmente sensibile riguarda i reati di natura sessuale. Nel 2025 le vittime minorenni di violenza sessuale sono state 18, contro le 19 del 2024, con una diminuzione del 5%. Si tratta quindi di un andamento sostanzialmente stabile. Per la violenza sessuale aggravata, invece, le vittime passano da 15 a 12, con una riduzione del 20%. Diminuiscono anche gli atti sessuali con minorenne, che scendono da 17 a 10, segnando una contrazione del 41%. Un calo ancora più marcato si osserva per la pornografia minorile: da 10 vittime nel 2024 a 4 nel 2025, pari al 60% in meno. La detenzione di materiale pornografico registra invece una diminuzione da 3 a 2 casi, corrispondente al 33%. Anche la prostituzione minorile scende da 5 vittime a una sola.
L’azione di contrasto
«L’azione di contrasto al fenomeno della violenza sui minori deve intendersi globale, verso la quale il Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno fornisce e fornirà ogni tipo di supporto anche alle iniziative che i sindaci sui territori intraprendono, ben consapevoli che i risultati, su tematiche così complesse, si possono ottenere unendo le forze e le rispettive competenze», dichiara il prefetto Raffaele Grassi, Vice Capo della Polizia, Direttore Centrale della Polizia Criminale. «In sostanza, l’attivazione di tavoli di lavoro territoriali, dove si fondono le rispettive esperienze e competenze, credo sia il percorso corretto per condividere comuni piani di intervento che possano fare sistema. L’argomento è inserito all’ordine del giorno sui tavoli di tutte le Prefetture italiane per la definizione delle migliori strategie di prevenzione e contrasto con il coinvolgimento, così, oltre che delle Forze di polizia, anche di tutti gli attori istituzionali locali. È questo il percorso che stiamo sostenendo». (f.b.)
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