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OPERAZIONE “PRUDENZA”

Regione Calabria, via la “polvere” dal bilancio: la maxi-sforbiciata a crediti e debiti che non esistono più

Nell’ultimo Rendiconto il “repulisti” dei “residui”. E il “nodo” dei 7 miliardi da incassare e dei 5 da saldare ai creditori

Pubblicato il: 09/10/2026 – 6:33
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LAMEZIA TERME Un’imponente operazione di riordino dei conti e di revisione delle risorse pendenti: è quanto emerge dall’analisi della gestione dei residui attivi e passivi della Regione Calabria relativa al Rendiconto dell’esercizio finanziario 2025 approvato lunedì. I residui rappresentano la “spina dorsale” della contabilità pubblica: da un lato i crediti che la Regione deve ancora incassare (i residui attivi), dall’altro le somme che l’snte ha già impegnato ma non ancora versato a creditori e fornitori (i residui passivi). L’obiettivo primario dei controlli svolti nel 2026 è stato quello di verificare se questi importi fossero ancora reali, attuali ed esigibili, eliminando ciò che non ha più ragione d’essere per garantire la massima prudenza e affidabilità dei bilanci.

Residui attivi: crediti per quasi 7 miliardi

Al 31 dicembre 2025, i crediti complessivi della Regione toccano quota 6,94 miliardi di euro, registrando una crescita rispetto ai 6,04 miliardi di inizio anno. Nel corso della revisione annuale, gli uffici regionali hanno cancellato oltre 529 milioni di euro di vecchi crediti non più recuperabili o privi di valore giuridico, di cui quasi 396 milioni legati alla sola gestione della sanità. Tra le principali partite contabili sotto la lente d’ingrandimento spiccano i rapporti con i Comuni calabresi: Servizio Rifiuti (Rsu) – Per quanto riguarda il servizio di smaltimento spazzatura (cessato nel 2019), la Regione vantava a inizio anno circa 144 milioni di euro dai Comuni. Nel 2025 sono stati recuperati circa 21 milioni di euro di incassi diretti e concessi 16,8 milioni di euro di rateizzazioni. I crediti arretrati “puri” scendono così a circa 112,8 milioni di euro. Servizio Idropotabile: La partita storica per la fornitura dell’acqua accumulate fino al 2004 ammonta a un valore totale di 224,3 milioni di euro. Di questi, ben 94,1 milioni sono stati oggetto di piani di rientro rateizzati. Tra gli importi non rateizzati (circa 130 milioni), pesano in modo significativo le posizioni dei Comuni in dissesto finanziario (oltre 57 milioni) e le controversie legate a contenziosi legali (32,4 milioni). Resta inoltre confermato nel bilancio il maxi-credito da 38,3 milioni di euro vantato nei confronti dello Stato per le opere idriche della diga Esaro e Cameli, per il quale sono in corso le ultime verifiche legali e contabili insieme al Provveditorato delle Opere pubbliche e all’Avvocatura dello Stato.

Residui passivi: debiti a quota 5 miliardi

Sul fronte delle uscite da saldare, la massa dei residui passivi a fine 2025 raggiunge quasi 4,98 miliardi di euro (rispetto ai 4,63 miliardi di inizio anno). Il lavoro di ricognizione ha portato alla cancellazione di 556 milioni di euro di vecchi debiti cancellati perché le relative obbligazioni non erano più vincolanti. Un dato significativo emerso dalle verifiche riguarda la forte concentrazione della spesa: oltre il 70% dei vecchi debiti accumulati prima del 2025 (pari a circa 1,82 miliardi di euro su un totale di 2,59 miliardi) si riferisce al settore della sanità, guidato da regole di impegno e gestione contabile differenziate rispetto al bilancio ordinario. (a. cant.)

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