Irregolarità nella lavorazione delle olive, sequestrati oltre 1,6 tonnellate di prodotti e un opificio nel Reggino
Riscontrate carenze igienico-sanitarie, problemi di tracciabilità e scarichi non autorizzati. Denunciato il titolare
REGGIO CALABRIA Oltre 1,6 tonnellate di prodotti a base di olive sequestrate, un opificio sottoposto a sequestro preventivo e il titolare dell’azienda denunciato all’autorità giudiziaria. È il bilancio di un’attività ispettiva condotta dai carabinieri Forestali del Nucleo di Reggio Calabria presso un’azienda specializzata nella lavorazione e commercializzazione di prodotti a base di olive. L’operazione, finalizzata alla tutela della salute pubblica, dell’ambiente e al rispetto della normativa agroalimentare, è stata eseguita in collaborazione con i militari del Nucleo Carabinieri Tutela Agroalimentare, del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro e con il personale dell’Asp di Reggio Calabria.
Le irregolarità e il sequestro dei prodotti
Nel corso dei controlli sono emerse numerose irregolarità riguardanti diversi aspetti dell’attività produttiva. In particolare, i militari hanno riscontrato carenze igienico-sanitarie nei locali e nelle attrezzature, oltre all’assenza della prescritta notifica sanitaria e della documentazione relativa alle verifiche previste dal piano di autocontrollo aziendale. Ulteriori criticità hanno riguardato la tracciabilità e l’etichettatura dei prodotti destinati alla commercializzazione. Alla luce delle irregolarità riscontrate, i carabinieri hanno disposto il sequestro amministrativo di 1.672 chilogrammi di prodotti a base di olive. Gli accertamenti hanno inoltre interessato i rapporti di lavoro subordinato e il rispetto delle prescrizioni amministrative e ambientali.
Scarichi senza autorizzazione, sequestrato l’opificio
Le verifiche hanno fatto emergere anche l’assenza del necessario titolo autorizzativo per lo scarico delle acque reflue provenienti dall’attività produttiva. Per questa violazione è stato disposto il sequestro preventivo dell’opificio e del relativo sistema di scarico, con affidamento della custodia al rappresentante della società. Al termine delle operazioni, il titolare dell’azienda è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria per le violazioni di natura penale riscontrate. Le attività di controllo non sono ancora concluse. Sono infatti in corso ulteriori verifiche per definire tutti gli aspetti amministrativi, lavoristici, sanitari e ambientali legati all’attività dell’azienda. Resta ferma la presunzione di innocenza del titolare fino a eventuale sentenza definitiva di condanna. (redazione@corrierecal.it)
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