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L’INDAGINE

Rapina a mano armata in una gioielleria a Reggio Calabria, tre arresti. Bottino da oltre 23mila euro

L’assalto risale al 26 febbraio scorso. I rapinatori avrebbero minacciato con le armi una dipendente, impossessandosi di numerosi monili in oro. Un indagato in carcere, due ai domiciliari

Pubblicato il: 10/10/2026 – 9:12
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REGGIO CALABRIA Tre persone sono state raggiunte da un’ordinanza di custodia cautelare perché ritenute, a vario titolo, gravemente indiziate di una rapina aggravata in concorso ai danni di una gioielleria di Reggio Calabria, messa a segno il 26 febbraio scorso. Il bottino, composto da numerosi monili in oro, avrebbe avuto un valore complessivo superiore ai 23mila euro. Il provvedimento, emesso dal gip del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della locale Procura della Repubblica, guidata da Giuseppe Borrelli, è stato eseguito questa mattina dai carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria. Per uno degli indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre per gli altri due gli arresti domiciliari.

La rapina e le minacce alla dipendente

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il colpo sarebbe stato messo a segno il 26 febbraio scorso. I rapinatori, sotto la minaccia delle armi, avrebbero costretto una dipendente della gioielleria a subire la rapina, impossessandosi di numerosi gioielli in oro. Una volta raccolta la refurtiva, per un valore superiore ai 23mila euro, i responsabili si sarebbero rapidamente allontanati dal luogo della rapina, facendo perdere le proprie tracce.

Le indagini dei carabinieri

Le indagini, condotte dai carabinieri della Stazione di Pellaro, sono partite immediatamente dopo l’assalto. Attraverso la ricostruzione delle diverse fasi della rapina e l’analisi degli elementi acquisiti nel corso dell’attività investigativa, i militari sono riusciti a risalire all’identità di alcuni dei presunti componenti del gruppo. Gli approfondimenti avrebbero inoltre consentito di delineare, secondo l’ipotesi accusatoria, i rispettivi ruoli nella pianificazione e nell’esecuzione del colpo. Gli elementi raccolti sono confluiti nella richiesta di misure cautelari avanzata dalla Procura e accolta dal giudice per le indagini preliminari. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e per tutte le persone coinvolte resta ferma la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna. (redazione@corrierecal.it)

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