La Regione scommette sul turismo lento e sul coinvolgimento di tutti gli stakeholder
A Maida istituzioni, esperti e protagonisti del settore hanno condiviso esperienze, progetti e visioni concrete.
MAIDA Un successo a Maida per il forum “Il Futuro del Turismo è lento”, promosso da Calabria Straordinaria nell’ambito del Green Road Award in Tour, lo spin-off itinerante dell’Oscar Italiano del Cicloturismo, il riconoscimento che da undici anni valorizza le regioni che investono in infrastrutture e servizi dedicati al turismo lento. Sul palco, istituzioni, esperti e protagonisti del settore hanno condiviso esperienze, progetti e visioni concrete, raccontando un turismo che non significa soltanto viaggiare a un ritmo diverso, ma creare nuove opportunità per chi vive e lavora nei territori. Dal cicloturismo all’innovazione digitale, dall’intelligenza artificiale alla sostenibilità, fino al ruolo delle comunità locali e alla tutela dell’autenticità dei luoghi. In platea un pubblico attento composto da strutture ricettive, guide, tour operator, ristoratori, associazioni e amministratori locali, interessato a comprendere come sviluppare offerte turistiche capaci di generare valore anche nei periodi di media e bassa stagione. Il forum, presentato dal giornalista e conduttore televisivo Nicola Porro, si è aperto con Roberto Cosentino, Direttore Generale del Dipartimento Turismo, Cultura e Identità Territoriale della Regione Calabria, che ha sottolineato come la Calabria sia una terra ricca di diversità, particolarità e peculiarità che, messe insieme, diventano sistema. Un patrimonio naturalistico e culturale straordinario, in cui la sensibilità e l’accoglienza dei calabresi fanno la differenza. Il turismo lento rappresenta un modo per entrare nel cuore delle tradizioni della Regione e scoprire il territorio in maniera autentica, vivendo esperienze che lasciano il segno e fanno nascere il desiderio di tornare per conoscere ancora più a fondo cosa significa vivere in Calabria. Tra gli interventi più tecnici, Silvia Livoni, Bike Destination Specialist che ha ideato il primo bike hub d’Italia, Terre di Casole in Toscana, ha illustrato come valorizzare le opportunità offerte dall’economia della bicicletta attraverso dati e mappatura dei territori, trasformandoli in una grande “riserva cicloturistica” in cui tutto il tessuto sociale lavora in rete: albergatori, bar, ristoranti, noleggi e operatori outdoor uniti nell’obiettivo di accogliere e, soprattutto, emozionare i cicloturisti. Cristiana Stradella ha approfondito il ruolo dell’intelligenza artificiale come leva per aumentare visibilità e competitività delle imprese turistiche, riportandola su un terreno “molto umano” e offrendo indicazioni pratiche per non solo essere trovati online, ma per essere scelti e, presto, prenotati attraverso l’AI. In una terra dalle mille sfaccettature come la Calabria, l’intelligenza artificiale può contribuire a raccontarne e valorizzarne la straordinaria ricchezza.

Sul palco anche due imprenditori. Pierpaolo Romio – fondatore di Girolibero, il più grande tour operator italiano di viaggi in bicicletta, che ogni anno mette sui pedali oltre 20.000 persone – ha raccontato come trasformare una visione innovativa in un’offerta strutturata e capace di generare valore sui mercati nazionali e internazionali, con coraggio e determinazione. Nico Capogna, CEO di Pin Bike, ha invece presentato Pedala i Territori, l’app che incentiva la visita delle destinazioni in bicicletta attraverso un sistema premiale che genera ricadute economiche sui territori e stimola la scoperta anche delle località meno conosciute. Spazio anche agli eventi come motori di sviluppo territoriale. Secondo Michil Costa, albergatore, ambientalista e ideatore della Maratona dles Dolomites, il turismo sostenibile non basta: il punto di partenza devono essere le comunità locali. È questa la logica del turismo rigenerativo, un modello che non si limita a ridurre l’impatto sulle destinazioni ma punta a lasciare i luoghi migliori di come li ha trovati. Giancarlo Brocci ha invece emozionato la platea raccontando la nascita de L’Eroica, oggi evento conosciuto in tutto il mondo, nato in un piccolo comune toscano per preservare la memoria del ciclismo epico e diventato un potente strumento di valorizzazione del territorio e tutela dell’ambiente. Borghi, paesaggi e comunità non devono, infatti, trasformarsi in cartoline per i turisti ma conservare la propria autenticità e unicità. Infine, il giornalista Giovanni Moro, forte dell’esperienza maturata in 35 anni di racconto del viaggio sulle pagine di DOVE, ha lanciato una provocazione: “Il turismo lento non esiste”. Il contrario del turismo lento, infatti, non è il turismo veloce ma quello superficiale, che consuma le destinazioni senza comprenderle davvero. Più che di turismo lento, ha suggerito Moro, bisognerebbe parlare di un turismo attento, capace di instaurare un rapporto autentico e rispettoso con territori e comunità. Tra le realtà locali sono intervenuti Giovanni Gagliardi, cofondatore di Catasta, impresa sociale impegnata nello sviluppo sostenibile dell’area del Pollino; Paolo Canònaco, che ha raccontato l’esperienza del Castello di Serragiumenta e la nascita degli eventi cicloturistici LaDuesse e LaDuesse Pollino-Sila; Antonella Tarsitano, che per Destinazione Sila ha illustrato il lavoro della rete d’imprese tra pubblico e privato, impegnata nella costruzione di un sistema integrato di servizi dedicati a cicloturismo ed escursionismo; e Francesco Denaro, referente di tappa di Kalabria Coast to Coast, che ha presentato il percorso di 55 chilometri da Soverato a Pizzo e i futuri sviluppi dedicati anche ai cicloturisti. Infine, l’Assessore al Lavoro, Turismo e Sviluppo Economico della Regione Calabria Giovanni Calabrese ha dialogato a lungo con Nicola Porro sui temi della crescita turistica della Regione, delle strategie di promozione del territorio e delle opportunità offerte dal turismo delle quattro stagioni. Nel corso dell’intervista, Calabrese ha ricordato come la politica della Giunta regionale abbia contribuito a mettere la Calabria al centro dei flussi turistici internazionali, grazie anche allo sviluppo dei collegamenti aerei che hanno portato gli aeroporti calabresi a raggiungere nel 2026 il record storico di 4 milioni di passeggeri. A questo risultato si è affiancato un intenso lavoro di promozione e valorizzazione delle eccellenze regionali, sostenuto da un investimento di 46 milioni di euro nel destination marketing, che ha contribuito ad accrescere la consapevolezza del ruolo strategico del turismo per lo sviluppo dei diversi territori calabresi. Guardando al futuro, l’Assessore ha annunciato che la Regione è già al lavoro sul Piano Strategico del Turismo 2027-2029, costruito attraverso un percorso partecipativo sulla piattaforma di Calabria Straordinaria, coinvolgendo cittadini, operatori turistici, imprenditori ed enti locali. I contributi raccolti saranno integrati anche con il supporto dell’AI, per definire una strategia condivisa e orientata alla crescita del settore. Sul fronte dell’ospitalità, Calabrese ha sottolineato la necessità di elevare ulteriormente la qualità delle strutture ricettive. A questo obiettivo la Regione ha destinato lo scorso anno 110 milioni di euro per il miglioramento delle strutture alberghiere ed extra-alberghiere e ha recentemente avviato il circuito alberghiero di Calabria Straordinaria, accessibile solo alle realtà in possesso di rigorosi requisiti qualitativi e socio-ambientali definiti dal Dipartimento Turismo. L’Assessore ha quindi ribadito la volontà di consolidare un modello di crescita graduale basato sul turismo delle quattro stagioni, valorizzando i diversi segmenti dell’offerta regionale. Tra questi il cicloturismo, con la Ciclovia dei Parchi diventata un importante attrattore capace di generare opportunità economiche e occupazionali; il turismo balneare, sostenuto dagli 800 chilometri di costa della regione e dai risultati ottenuti sul fronte della qualità ambientale, che hanno portato la Calabria a essere la seconda regione italiana per numero di Bandiere Blu dopo la Liguria; l’enoturismo; il turismo archeologico legato a siti come Crotone, Sibari e Locri e, naturalmente, il turismo dei borghi. Una crescita che, ha ricordato, trova conferma anche nei dati della Banca d’Italia relativi a Pil, occupazione e sviluppo turistico regionale. Un passaggio finale è stato dedicato al tema delle infrastrutture e ai giovani. Accanto agli investimenti su aeroporti, ferrovie, porti e collegamenti ad alta velocità, Calabrese ha richiamato l’attenzione sulla necessità di creare opportunità professionali capaci di trattenere e far rientrare i talenti calabresi. «I giovani devono sapere che in Calabria possono costruire il proprio futuro», ha affermato, sottolineando il ruolo crescente delle università regionali come l’Università della Calabria con il suo polo di ricerca avanzato dedicato all’intelligenza artificiale. Un percorso ancora lungo, ha concluso, ma che sta contribuendo a rafforzare l’attrattività della regione, oggi sempre più protagonista nelle principali fiere internazionali del turismo e sempre più orgogliosa della propria identità. Nelle giornate di venerdì e sabato relatori e giornalisti ospiti, accompagnati da guide locali, hanno visitato alcuni dei luoghi più rappresentativi della Calabria, da Tropea a Capo Vaticano fino a Pizzo, pedalando anche lungo un suggestivo tratto della Ciclovia dei Parchi, vincitrice del Green Road Award 2021 e oggi importante fattore attrattivo per quei visitatori che scelgono di scoprire la Regione a ritmo lento durante tutto l’anno.
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