Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 19:31
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 3 minuti
Cambia colore:
 

IL PROFILO

’Ndrangheta, “Dollarino” prima di Hydra. Dagli affari dei Senese ai contatti con la Calabria. «Proprio di famiglia»

La nuova ordinanza romana riporta alla luce il ruolo di Emanuele Gregorini tra il 2018 e il 2019. Anni dopo sarà coinvolto nell’inchiesta milanese sulla presunta alleanza tra mafie

Pubblicato il: 11/10/2026 – 19:06
di Giorgio Curcio
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo

ROMA Prima di Hydra, prima dei summit in Lombardia e prima della fuga che si sarebbe conclusa con l’arresto in Colombia, Emanuele Gregorini, detto “Dollarino”, era già un uomo stabilmente inserito nella rete di relazioni e affari della famiglia Senese. A riportare indietro le lancette è la nuova ordinanza del Tribunale di Roma sull’omicidio di Fabrizio Piscitelli. Dentro quelle pagine Gregorini compare più volte e con un ruolo che, riletto alla luce di quanto emergerà anni dopo nell’inchiesta della Dda di Milano, assume oggi un peso diverso. Non ancora l’uomo che secondo l’accusa avrebbe rappresentato la componente Senese nel presunto “sistema mafioso lombardo”, ma certamente un interlocutore di fiducia. Uno che, quando serviva, veniva utilizzato anche nei rapporti con persone provenienti dalla Calabria. Una definizione contenuta negli atti sintetizza bene la considerazione di cui avrebbe goduto nell’ambiente: «proprio di famiglia».

Gli affari alla Champagneria

La storia parte almeno dal 2018 e conduce alla Lady Champagneria di Ponte Milvio, locale nel quale, secondo l’ordinanza, erano confluiti anche interessi economici della famiglia Senese. Gregorini viene indicato come uno dei soggetti che gestivano l’attività tra il novembre 2018 e l’aprile 2019. Nello stesso locale, secondo le risultanze investigative richiamate dal gip, Vincenzo Senese aveva investito somme di denaro. Le intercettazioni raccontano un rapporto tutt’altro che occasionale. Il 21 novembre 2018 Vincenzo Senese chiede quale sarebbe stato il suo guadagno dall’attività: «Ci sto pure io là… quanto me devo buscà a mese?». Gregorini lo rassicura, spiegando in sostanza che la sua partecipazione economica non era in discussione. È significativo anche ciò che accade quando Senese gli chiede di trovare un impiego allo zio Antonio. Gregorini reagisce immediatamente: «Ma sei te! Ma che sei matto!», aggiungendo di essere lui ad occuparsi dei colloqui. Sono conversazioni che, nella lettura degli investigatori, restituiscono la familiarità e la fiducia esistenti tra “Dollarino” e Vincenzo Senese. E l’ordinanza spiega il perché con quelle poche parole: Gregorini era considerato «proprio di famiglia» con un ruolo operativo che lo colloca, già nel 2019, nel punto di contatto tra l’ambiente dei Senese e interlocutori provenienti dalla Calabria.

emanuele gregorini alias Dollarino

Prima di Hydra

È questo il passaggio che acquista oggi un significato particolare. Perché anni dopo, nell’inchiesta Hydra, la Dda di Milano attribuirà a Gregorini un ruolo ben più rilevante nel presunto sistema criminale composto, secondo l’accusa, da esponenti di Cosa nostra, ’ndrangheta e camorra. La stessa ordinanza romana richiama espressamente l’indagine milanese e scrive che il gruppo Senese sarebbe stato rappresentato inizialmente da Vincenzo Senese e Giancarlo Vestiti e, dopo il loro arresto nell’operazione “Affari di famiglia”, proprio da Emanuele Gregorini. A Gregorini viene contestata nel procedimento Hydra anche l’associazione mafiosa. La misura cautelare disposta dal Tribunale del Riesame è diventata esecutiva nel gennaio 2025 dopo il rigetto dei ricorsi in Cassazione. Si tratta naturalmente di contestazioni ancora sottoposte al vaglio del processo.

La Colombia e il processo a Milano

Quando quella misura diventa esecutiva Gregorini non si trova più in Italia. “Dollarino” viene arrestato il 17 marzo 2025 a Cartagena de Indias, in Colombia. Dopo la procedura di estradizione è tornato in Italia nel marzo 2026 ed è stato rinviato a giudizio nel procedimento Hydra. Il processo ordinario è oggi in corso davanti al Tribunale di Milano e riguarda la presunta alleanza tra esponenti delle tre principali organizzazioni mafiose italiane. La nuova ordinanza romana, però, consente di osservare ciò che accadeva anni prima ed è proprio questa continuità, più che il singolo episodio, a rendere oggi quelle vecchie intercettazioni particolarmente significative. (g.curcio@corrierecal.it)

Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato  

Argomenti
Categorie collegate

x

x