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la sentenza

Bonifica di Crotone, il Tar sblocca l’impasse. A decidere sul destino dei “veleni” sarà il ministero dell’Ambiente

I giudici amministrativi hanno accolto il ricorso “per motivi aggiunti” presentato da Eni Rewind S.p.a

Pubblicato il: 12/10/2026 – 18:39
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CATANZARO A decidere sul destino dei “veleni” di Crotone sarà il ministero dell’Ambiente. Il Tar Calabria ha accolto il ricorso “per motivi aggiunti” presentato da Eni Rewind S.p.a., sbloccando l’impasse e il “corto-circuito” istituzionale e riaprendo la partita sul destino dei materiali di scarto della bonifica.

Le tappe della controversia

La controversia nasce attorno alla Fase 2 del Progetto Operativo di Bonifica (Pob) delle discariche fronte mare e delle aree industriali di Crotone. Nel 2019, la Regione Calabria aveva rilasciato il Provvedimento Unico in Materia Ambientale (Paur) inserendo una prescrizione vincolante: tutti i rifiuti estratti dalla bonifica avrebbero dovuto trovare collocazione fuori dal territorio regionale. Per superare le criticità legate allo smaltimento di rifiuti complessi (tra cui materiali contenenti amianto e Tenorm), Eni Rewind aveva successivamente presentato una variante al progetto, proponendo la realizzazione di una discarica di scopo interna al sito.

L’impasse

Tuttavia, il procedimento si era bloccato in un vero e proprio impasse procedurale. Il ministero dell’Ambiente aveva chiuso negativamente la conferenza di servizi istruttoria, ritenendo “immodificabile” il vincolo di trasferire i rifiuti fuori Calabria, in quanto stabilito dalla Regione nel Paur. La Regione Calabria, di contro, aveva archiviato la pratica affermando che qualsiasi modifica sul destino finale dei rifiuti rientrasse nella competenza esclusiva del procedimento statale di bonifica.

La decisione del Tar

I magistrati della prima sezione del Tar Calabria (presidente Arturo Levato, estensore Nicola Ciconte) ora hanno fatto chiarezza sulla ripartizione dei ruoli istituzionali. Primo punto, la competenza è statale: trattandosi di un Sito di Interesse Nazionale (Sin) secondo i giudici amministrativi spetta al Ministero dell’Ambiente e non alla Regione valutare ed eventualmente riformare la prescrizione sul destino dei rifiuti. Secondo punto, superato il “muro” del vincolo immodificabile: il Tar ha ribadito quanto già espresso in precedenti pronunce, evidenziando come una prescrizione che imponga a priori il conferimento al di fuori del territorio regionale risulti «quantomeno impropria». La scelta della discarica spetta al soggetto attuatore della bonifica, con il solo limite di individuare impianti debitamente autorizzati. I giudici amministrativi hanno poi annullato il provvedimento con cui il Mase aveva decretato la conclusione negativa della conferenza di servizi, imponendo all’amministrazione centrale di riesercitare il proprio potere e valutare nel merito la variante progettuale. E dunque, cosa succede adesso? A seguito della pronuncia del Tar, il Ministero dell’Ambiente dovrà riaprire l’istruttoria tenendo conto dello stato attuale dei luoghi e degli sviluppi normativi ed esecutivi della bonifica. Ovviamente, adesso la preoccupazione soprattutto del territorio è che ci sia l’addio definitivo allo smaltimento dei rifiuti della bonifica di Crotone fuori dalla Calabria e che alla fine Crotone diventi un deposito permanente di veleni e scorie tossiche. (a. c. – m. r.)

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