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sfida in consiglio regionale

La “linea Maginot” di Occhiuto contro Fn e la “mossa” della fiducia per blindare la riforma del Tpl

Il presidente della Regione valuta di alzare la posta sulla riforma del trasporto pubblico locale pur di fare a meno del voto del vannacciano Giannetta

Pubblicato il: 12/10/2026 – 9:46
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LAMEZIA TERME Nessuna mano tesa, la “linea Maginot” marcata quotidianamente da agosto fino ad oggi, con le Suppletive di Reggio Calabria a fare da spartiacque, è invalicabile, a livello nazionale e anche regionale: nessun compromesso con Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, nessun accordo, il centrodestra dev’essere autosufficiente e non subire i “ricatti” di una destra populista
«con cui non è possibile governare». Il presidente della Regione Roberto Occhiuto, vicesegretario di Forza Italia, non arretra dalla linea della “scomunica” al generale Vannacci e ai suoi “soldati”, ribadendo a chiare lettere e in ogni occasione un messaggio che è stato già recapitato ai consiglieri regionali della maggioranza. L’obiettivo è dunque “disinnescare” l’eventuale peso di Futuro Nazionale e del suo rappresentante a Palazzo Campanella, Domenico Giannetta, già capogruppo di Forza Italia passato tra le fila dell’ex generale sotto la cui bandiera si è candidato alle Suppletive sfidando il portabandiera dei forzisti (e di Occhiuto), Fabio Roscioli, poi alla fine vincitore ed eletto alla Camera. Sul piano dei numeri in Consiglio regionale il centrodestra non ha problemi anche con la casella Giannetta ormai da ritenere fuori dal perimetro della maggioranza, ma all’orizzonte si profila uno “snodo” importantissimo e delicato: la riforma del trasporto pubblico locale, con la creazione di un’agenzia regionale nuova, Amcal. Non è un passaggio di poco conto, anzi, perché a termini di legge la nascita di un nuovo ente regionale richiede la maggioranza qualificata dei 2/3 dell’aula, cioè 21 consiglieri (comprendendo il presidente). Il fatto è che senza Vannacci il centrodestra arriverebbe a 20. Da qui la “mossa” di Occhiuto, che in una intervista alla “Gazzetta del Sud” ha riferito di valutare una soluzione “forte” per “isolare” il vannacciano Giannetta: porre la questione di fiducia sulla riforma del Tpl non partecipando, Occhiuto, al voto in modo da ridurre temporaneamente il numero dei votanti/partecipanti effettivi e da fare a meno del voto decisivo della componente vannacciana. La questione di fiducia ovviamente sarebbe un atto politico “forte”, perché alza la posta per l’intero Consiglio regionale, non solo per il centrodestra: se la riforma del Tpl non dovesse passare, infatti, si andrebbe direttamente al voto anticipato. Non sarebbe la prima volta che lo strumento della questione di fiducia irrompe sulla scena politica regionale: la mente corre all’estate del 2023 quando Occhiuto la pose sulla riforma dei Consorzi di bonifica. C’è da dire che all’epoca i 21 voti comunque erano (abbastanza) garantiti. Ma poi magari Giannetta voterà lo stesso a favore della riforma del Tpl… (a. cant.)

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