‘Ndrangheta, sigilli al patrimonio di un imprenditore legato alla cosca Bagnato: sequestro da mezzo milione di euro
L’imprenditore è stato condannato a 15 anni e 4 mesi nell’appello del processo “Basso profilo”
CATANZARO La Direzione Investigativa Antimafia e la Questura di Catanzaro hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro di beni finalizzato alla confisca, emesso dal Tribunale di Catanzaro – Sezione Misure di Prevenzione, nei confronti dell’imprenditore Andrea Leone, 58 anni, attivo nei settori della nautica e della rappresentanza di ricambi industriali, considerato organico alle cosche di ‘ndrangheta del crotonese e in particolare al clan Grande Aracri di Cutro e Bagnato di Roccabernarda.
Il profilo criminale e l’operazione “Basso profilo”
Il soggetto attinto è stato condannato a 15 anni e 4 mesi di reclusione per associazione di tipo mafioso a seguito della sentenza della Corte di Appello di Catanzaro del 24 febbraio 2026 nell’ambito dell’operazione denominata “Basso profilo” della Dda di Catanzaro. Gli esiti investigativi hanno fatto emergere come, a partire dall’anno 2005, il proposto abbia apportato alla cosca un contributo di tipo “imprenditoriale” su Catanzaro, ponendosi al vertice di una organizzazione in grado di produrre fatture per operazioni inesistenti in maniera sistematica per soddisfare le esigenze di altri imprenditori anch’essi riconducibili a consorterie mafiose alleate.
I beni sequestrati
Gli ulteriori approfondimenti investigativi hanno permesso di individuare asset patrimoniali intestati o riconducibili all’imprenditore, ritenuti frutto di attività illecite o reimpiego delle stesse, evidenziando una sproporzione tra il valore dei beni e i redditi dichiarati. Il sequestro ha interessato un’attività d’impresa (srl) a Catanzaro, due quote societarie, due immobili, due beni mobili tra cui una autovettura e un prezioso (orologio Rolex) nonché due rapporti finanziari, polizze vita e buoni minori per un valore complessivo stimato nella cifra di mezzo milione di euro. L’odierna operazione si inserisce nell’ambito delle attività istituzionali finalizzate all’aggressione delle illecite ricchezze acquisite e riconducibili, direttamente o indirettamente, a contesti delinquenziali, agendo così a tutela e salvaguardia della parte sana del tessuto economico nazionale. (redazione@corrierecal.it)
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