Morte di Ettore Giordano, la famiglia si oppone nuovamente all’archiviazione chiesta dalla procura
La vittima viene trovata morta il 9 giugno 2022 a Taverna di Montalto Uffugo, con un cavo intorno al collo
COSENZA Ettore Giordano viene trovato morto il 9 giugno 2022 a Taverna di Montalto Uffugo, con un cavo intorno al collo. La ricostruzione dei consulenti nominati dalla Procura si conclude affermando che siamo in presenza di un suicidio. I genitori di Ettore, il papà Giuseppe e la mamma Lucia, che sin dal primo momento non hanno creduto al suicidio del figlio, hanno incaricato un pool di legali e di consulenti di parte perché, insieme all’Ufficio di Procura, potessero superare tutti i dubbi che questa vicenda nasconde. Gli avvocati Emilio Greco, Guido Siciliano, Edoardo Greco, Franceschina Bufano e Mafalda Ferraro, con una articolata memoria difensiva hanno proposto l’opposizione alla richiesta di archiviazione chiedendo la prosecuzione delle indagini e la nomina di un collegio terzo.
Una diversa versione
Le consulenze vergate dal medico legale Ottavio Stefano e dalla criminalista Katia Sartori (consulente, tra gli altri, anche di Sempio nella vicenda Garlasco) concludono in maniera diametralmente opposta rispetto ai consulenti della Procura. Il medico legale Stefano sottolinea: «… la ricostruzione prospettata nella consulente tecnica dei consulenti della Procura si rileva frammentaria, intrinsecamente contradditoria e insufficiente a sostenere l’ipotesi di una morte autoindotta. La presenza di lesione da colluttazione e difesa antecedenti, le anomalie posturali cadaveriche, la macroscopica smentita istopatologica all’asistolia fulminea e le incongruenze cinematiche del laccio impongono categoricamente, sotto il profilo medico-legale forense, di ritenere la dinamica ampiamente compatibile con un evento di natura etero-lesiva violenta, seguito da una manipolazione o messa in scena (staging) della scena crimis». Per la criminalista Sartori: «…per le ragioni esposte, la scena del crimine deve considerarsi l’effetto di una complessa e maldestra operazione di messinscena (staging), effettuata da terzi al fine di dissimulare un evento omicidiario. Gli elementi strutturali, posturali e bio-genetici esaminati non lasciano margini a interpretazioni alternative: il decesso del Sig. Ettore Giordano è da ascrivere a condotta diversa quella ipotizzata sino ad ora».
Il collegio difensivo, chiede la nomina di un collegio di Superperiti diversi da quelli sino ad oggi nominati dall’Ufficio di Procura.
«I consulenti medico legali dell’Ufficio di procura sono gli stessi che nel procedimento penale primogenito, aperto il giorno del decesso con ipotesi di istigazione al suicidio ed omissione di soccorso hanno concluso ritenendo il fatto suicidiario. Le stesse conclusioni ribadite anche in questo procedimento penale. Ci saremo meravigliati del contrario», afferma la difesa dei genitori della vittima. «E’ necessario, al fine di dirimere l’insanabile contraddizione tra le conclusione dei periti del pm e quelle delle parti offese, non archiviare il caso e procedere con la nomina di un collegio terzo (altrimenti si ricade nel “peccato originale”) che possa riesaminare tutti gli elementi sino ad oggi raccolti ovvero, se necessario, attraverso ulteriori indagini». Si attende la fissazione dell’udienza davanti al Giudice delle indagini preliminari. Il collegio difensivo della famiglia Giordano è composto dagli avvocati Emilio Greco, Guido Siciliano, Edoardo Greco, Franceschina Bufano e Mafalda Ferraro. (f.b)
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