Caro carburanti, agricoltori e (anche) pescatori in protesta in Calabria: «Il costo del gasolio è triplicato»
Attivi altri presidi a Spezzano Albanese, San Marco Argentano e tra Cerchiara e Francavilla marittima. «Il governo ci ascolti»
COSENZA «Noi siamo qui, siamo al terzo giorno e stiamo combattendo per tutti, ma, come abbiamo notato, qui non si vede nessuno. Non si vedono i negozianti, non si vedono gli impiegati, non si vedono gli studenti, non si vede chi ci dovrebbe rappresentare, non si vedono i politici, nazionali e regionali». A dirlo è stata Anna Schettino, portavoce del comitato degli agricoltori di Cassano, Castrovillari, Firmo e Cerchiara che, da tre giorni, stanno presidiando il quadrivio di località “Bianchino”, punto strategico del comune di Castrovillari dove si incrociano la Strada Statale 241 e la Provinciale 174. «Adesso non ci rappresentano, non ci aiutano, neanche portando una bottiglia d’acqua. Io credo che ancora non si è capito che queste manifestazioni non sono solo per gli agricoltori ma per tutte le famiglie che oramai non arrivano più nemmeno al 5 del mese». I manifestanti chiedono aiuto, invocando una serrata per un giorno tutti di negozi, scuole, uffici, «perché se si chiudono le aziende, ne soffriranno anche le attività commerciali ed economiche del territorio». Anche stamani a fianco degli agricoltori ci sono semplici cittadini che solidarizzano con i manifestanti. Attivi anche oggi altri presidi nei punti nevralgici di Spezzano Albanese, San Marco Argentano e in contrada “Piana” a confine tra Cerchiara di Calabria e Francavilla marittima.
Protestano anche i pescatori
La protesta contro il caro carburanti e più in generale contro l’aumento dei costi per le imprese in Calabria si è allargata ai pescatori. Stamani, lungo la Statale 106, a Corigliano-Rossano, si è svolto un sit-in che ha visto la categoria della pesca al fianco degli agricoltori e degli allevatori. «Il costo del gasolio per noi pescatori – ha detto un manifestante – si è triplicato ed il costo del gasolio nella nostra attività incide all’80%. Le nostre barche, che costano centinaia di migliaia di euro, le teniamo legate alla banchina perché non riusciamo a tenere il passo con il costo delle spese». «Chiediamo – gli ha fatto eco Mario Oliveto, agricoltore e allevatore di Corigliano-Rossano – che il governo, innanzitutto, inizi a considerarci perché siamo da 15 giorni al freddo, vento, pioggia nei vari sit-in in Calabria, in Puglia, in Sicilia e a livello nazionale di questo non se ne sta parlando proprio». «Noi non siamo in guerra con nessuno – ha aggiunto Oliveto – non ci interessa delle armi, non ci interessa niente. La guerra la stanno facendo a noi agricoltori e famiglie, come potete vedere, e per questo siamo qui oggi. Quindi, noi chiediamo al governo che ci prenda in considerazione e che faccia degli accordi immediatamente con dei paesi che ci diano il petrolio a prezzi calmierati perché noi non possiamo andare avanti così». (redazione@corrierecal.it)
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