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Tra storia, fede e sapori

Curinga, alla Fiera dell’Immacolata tornano le Bettole

Dal 16 al 18 ottobre, tre giorni per riscoprire l’anima autentica di un paese calabrese, tra antichi riti, vino, gastronomia e racconti

Pubblicato il: 14/10/2026 – 10:30
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CURINGA C’è una tradizione che a Curinga sfida il calendario liturgico, rappresenta un’assoluta originalità, attraversa i secoli e continua a raccontare la storia identitaria di un’intera comunità. È la Fiera dell’Immacolata, appuntamento che anima ogni anno le vie del centro storico la terza domenica di ottobre, ben lontani dall’8 dicembre, festività dedicata alla celebrazione del dogma dell’Immacolata Concezione, e da maggio, mese tradizionalmente consacrato al culto mariano. La Fiera è una particolarità che affonda le radici nella storia di questo centro della provincia di Catanzaro, da sempre profondamente legato alla figura di Maria. A testimoniarlo sono le cinque chiese dedicate alla Madonna e ben due Confraternite che, fin dal Settecento, custodiscono e tramandano una devozione capace di resistere al tempo. E che ancora oggi sono straordinariamente attive con centinaia di fedeli iscritti, organismi direttivi guidati dai Priori e che si occupano della gestione di due straordinari edifici religiosi, di loro proprietà ed affidati alle loro cure. Sin dal 1851, la Fiera rappresenta una pagina di storia fortemente popolare che continua a vivere nelle strade, nei sapori e nei gesti di chi ne rinnova ogni anno lo spirito, preservando la memoria collettiva.

Dall’ antica fiera alle Bettole, il borgo diventava una grande casa

La genesi della Fiera è quella di una importante occasione di scambio commerciale, organizzata temporalmente a metà strada tra la stagione dei raccolti e l’imminente arrivo dell’inverno. Tra i vicoli del centro storico trovavano cosi spazio derrate alimentari, attrezzi agricoli e animali destinati al lavoro nei campi o al sostentamento delle famiglie.
Mercanti, venditori e visitatori giungevano a Curinga anche da località lontane, in tantissimi casi fermandosi per più giorni. La loro presenza era occasione di incontro ma anche dovere di accoglienza, ed è cosi che famiglie e commercianti curinghesi si “industriavano” offrendo ospitalità, cibo e riparo. Ed è proprio questa esigenza che dà il via ad una delle tradizioni più originali e riconoscibili della Fiera,le Bettole.

Il ramo d’ulivo che racconta una storia

C’è un segno identificativo che, ancora oggi, permette di individuare una Bettola prima ancora di varcarne la soglia: un ramo d’ulivo, appoggiato o legato all’ingresso di un locale lungo le vie del centro storico. Il simbolo è semplice ma straordinariamente ricco di significato. Quel ramo attirava lo sguardo ed indicava il luogo dove era possibile trovare vino, un pasto caldo e ristoro. Si trattava di ambienti allestiti per l’occasione, trasformati in piccole “osterie popolari” dove si mesceva il vino locale e si preparavano piatti della tradizione utilizzando i prodotti tipici. Luoghi di convivialità nei quali il commercio lasciava spazio al riposo ed alla relazione.
E’ una tradizione che la comunità di Curinga ha saputo conservare, trasformandola in un tratto distintivo della propria identità culturale.

Il vino dell’annata, il sapore autentico dell’autunno curinghese

Ma le Bettole custodiscono un’altra originalità, meno conosciuta e cioè il vino bianco della nuova annata. Tradizionalmente ottenuto da uve come Malvasia, Greco Bianco e Zibibbo, veniva spillato dalle botti durante la Fiera autunnale, quando aveva maturato appena 45-50 giorni. Un consumo necessario ed anticipato che è diventato, nello scorrere dei secoli, parte integrante dell’identità della festa. Oggi, come è noto, la vendemmia delle uve bianche avviene settimane prima rispetto a quando accadeva qualche decennio fa, ma il legame tra la Fiera e il nuovo vino continua a resistere. Ancora oggi, infatti, nelle Bettole il vino che si degusta è quello dell’annata, spillato dopo un periodo relativamente breve di maturazione. E’ una sorta di rituale, un sapore del tempo che rimane integro.

Trent’anni di Bettole e una nuova sfida per il turismo di Curinga

Negli ultimi 30 anni le Bettole si sono trasformate anche in una vera e propria esperienza culturale ed enogastronomica, capace di valorizzare i prodotti locali e raccontare il patrimonio immateriale del territorio. Il percorso è stato avviato grazie all’intuizione dell’Associazione per Curinga, che da tre decenni fa rivivere l’esperienza storica di quegli antichi luoghi di accoglienza recuperandone atmosfere, piatti e sapori, spirito di festa.
L’edizione 2026, in programma il 16, 17 e 18 ottobre, assume un significato particolare: non solo coincide con il trentesimo anniversario della manifestazione organizzata dall’Associazione ma rappresenta anche un nuovo passaggio nel percorso di valorizzazione delle tradizioni locali. Il Comune di Curinga lancia infatti la prima edizione del progetto «Le Bettole di Curinga – Tradizioni, Sapori e Turismo Esperienziale», iniziativa che intende ampliare l’orizzonte della Fiera invitando visitatori e curiosi a scoprire il territorio attraverso esperienze immersive, narrazioni del territorio e performance culturali diffuse. Il programma intreccia percorsi narrativi che collegano luoghi simbolo come le Terme Romane e il celebre Platano Gigante, trasformando il patrimonio storico e naturalistico in un racconto da vivere in prima persona.

Una tradizione che guarda al futuro

La Fiera dell’Immacolata di Curinga dimostra come una tradizione possa continuare a essere viva quando una comunità sceglie di custodirla, raccontarla e condividerla. Dalla devozione mariana agli antichi scambi commerciali, dai rami d’ulivo delle Bettole al vino della nuova annata, ogni elemento restituisce un frammento della storia locale. Oggi, a questi tasselli si aggiungono nuove opportunità di scoperta, capaci di mettere in relazione cultura, gastronomia, paesaggio e accoglienza. Dal 16 al 18 ottobre 2026, Curinga invita a riscoprire tutto questo: non soltanto una Fiera da visitare, ma una tradizione da assaporare, una storia da ascoltare e un borgo da vivere.

𝐸𝑣𝑒𝑛𝑡𝑜 “𝑳𝒆 𝑩𝒆𝒕𝒕𝒐𝒍𝒆 𝒅𝒊 𝑪𝒖𝒓𝒊𝒏𝒈𝒂 – 𝑻𝒓𝒂𝒅𝒊𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊, 𝑺𝒂𝒑𝒐𝒓𝒊 𝒆 𝑻𝒖𝒓𝒊𝒔𝒎𝒐 𝑬𝒔𝒑𝒆𝒓𝒊𝒆𝒏𝒛𝒊𝒂𝒍𝒆” (16-17-18 𝑂𝑡𝑡𝑜𝑏𝑟𝑒 2026). 𝑃𝑟𝑜𝑔𝑒𝑡𝑡𝑜 𝑓𝑖𝑛𝑎𝑛𝑧𝑖𝑎𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝑟𝑖𝑠𝑜𝑟𝑠𝑒 𝑃𝑂𝐶 2014-2020 – 𝐴𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 6.8.3. 𝐴𝑣𝑣𝑖𝑠𝑜 𝑃𝑢𝑏𝑏𝑙𝑖𝑐𝑜 «𝐴𝑔𝑜𝑟𝑎̀ 𝐶𝑎𝑙𝑎𝑏𝑟𝑖𝑎». 𝐶𝑈𝑃: 𝐷49126001220006

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