Reggio Calabria, il colonnello Sole schiera la sua squadra: nuovi vertici dell’Arma dal Tirreno allo Ionio
Ha preso il comando in un territorio dove la lotta alla mafia è parte del lavoro quotidiano dell’Arma
REGGIO CALABRIA Una squadra intera, dai tenenti colonnelli ai capitani, fino a sei ragazzi ancora in formazione. Il colonnello Massimiliano Sole, marchigiano di nascita e siciliano d’adozione, ha scelto di presentarsi così a Reggio Calabria, di cui è il nuovo comandante provinciale dei Carabinieri: stamattina, presso il Comando di via Aschenez, in un territorio dove la lotta alla mafia è parte del lavoro quotidiano dell’Arma.
Il tenente colonnello Pierangelo Iannicca guida il Reparto Operativo di Reggio Calabria; il tenente colonnello Francesco Di Pinto il Gruppo di Locri. Alla testa delle Compagnie ci sono i capitani Alessandro Bonsignore (Reggio Calabria), Francesco Severi (Melito Porto Salvo), Emanuele Palombi (Locri) e Guido Rosati (Palmi). Un cambio che attraversa la provincia dal Tirreno allo Ionio. Il colonnello ha subito voluto rassicurare sulla direzione: ringrazia il generale Cesario Totaro che «ha fatto un lavoro straordinario», e promette «una linea di comando in assoluta continuità» con quanto fatto, anche per la nuova squadra, che sarà «di assoluta continuità con il passato».

Le priorità le ha messe in fila con chiarezza
«Il focus investigativo del comando provinciale deve essere certamente sul fenomeno ‘ndrangheta», ha detto, «ma con grande attenzione anche per la vicinanza alla cittadinanza, soprattutto nei piccoli centri», per contrastare i reati «di minore entità da un punto di vista investigativo, ma di grande allarme sociale», come il finto carabiniere che truffa gli anziani. E ha dato un’anteprima: il giorno prima la stazione di San Ferdinando aveva arrestato in flagranza proprio un finto carabiniere che stava truffando un’anziana. Una provincia con una morfologia «molto particolare», ha spiegato, dove nei piccoli paesi «il segno dello Stato per il tramite dell’Arma deve essere assolutamente ben forte».
Poi i ragazzi. Sono sei Marescialli Allievi frequentatori del 14° Corso triennale presso la Scuola Marescialli e Brigadieri dei Carabinieri di Firenze, in Training on the Job presso diverse articolazioni territoriali del Comando Provinciale, sia in città sia nei Gruppi di Gioia Tauro e Locri. «Ci tenevo a presentarli», ha detto il colonnello, «perché stanno svolgendo un periodo di formazione assolutamente innovativo, ovvero un terzo anno di fatto di alternanza scuola-lavoro». Pur frequentando il terzo anno, ha spiegato, «si trovano già a svolgere incarichi operativi»: la settimana è divisa in tre giorni da studenti e tre in servizio. Reggio «sarà soltanto la prima di tre destinazioni», tra Nord, Centro e Sud, e questo permette di acquisire in poco tempo grande esperienza e di essere, ha aggiunto, «professionalmente e umanamente più pronti per i difficili incarichi» che li attendono: il loro naturale sbocco è il comando di una stazione. E c’è il lato personale: «Per me è un grande piacere», perché lo lega un rapporto di affetto ai luoghi da cui quei ragazzi arrivano.
Nato a Macerata il 22 dicembre 1971, sposato con una siciliana, Sole è entrato nel 1993 all’Accademia militare di Modena con il 175° corso. Ha due lauree, in Giurisprudenza a La Sapienza e in Scienze della Sicurezza Interna ed Esterna a Tor Vergata. La parte più intensa del suo percorso resta la Sicilia: ha comandato il Nucleo Investigativo di Agrigento e la Compagnia di Monreale, e in entrambe le città ha ricevuto la cittadinanza onoraria per il lavoro svolto. Proprio ad Agrigento, da giovane, ha avuto «la fortuna» di occuparsi di criminalità organizzata e di collaborare con l’FBI, con le giubbe rosse canadesi e con il Landeskriminalamt tedesco: un percorso, ha detto, che gli ha dato «una sensibilità investigativa piuttosto accentuata».
Poi Roma, dove ha guidato la Compagnia di Trastevere e, da tenente colonnello, la Scuola Allievi Carabinieri e il Battaglione Allievi Ufficiali dell’Accademia di Modena: anni passati a formare chi indossa la divisa prima di comandarlo. Nel 2019 il primo comando provinciale, a Livorno, città dove non era mai stato. Arrivò dicendo di voler puntare su prossimità, prevenzione e giovani, e nel 2022, salutandola, la definì un amore a prima vista. Seguirono l’8° Reggimento “Lazio”, a Roma, e infine, dal settembre 2024, il 1° Reggimento Allievi Marescialli di Firenze.
Ai reggini il colonnello ha affidato un messaggio semplice: «Avere fiducia nell’Arma dei Carabinieri, avere fiducia nelle istituzioni. Non devono avere paura di alzare la testa contro il fenomeno della ‘ndrangheta, perché le istituzioni ci sono, siamo al loro fianco anche nelle realtà più distanti dai centri più grandi». Le 88 stazioni della provincia, ha aggiunto, «sono là per servire la popolazione e per fare in modo che questa terra si rialzi, come peraltro sta già facendo da diverso tempo». E davanti a lui, una squadra nuova e sei ragazzi che per la prima volta vedono da vicino un territorio così complesso. «Di fronte a un fenomeno complesso come quello della criminalità organizzata», ha concluso, «la squadra Stato deve essere quanto mai compatta». (p.suraci@corrierecal.it)
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