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«eternamente grata»

Giuliana Sgrena ricorda Nicola Calipari: «Mi salvò due volte, non lo dimenticherò mai»

«Sono inevitabilmente legata alla Calabria e al ricordo di Calipari che ovviamente non potrà mai abbandonarmi»

Pubblicato il: 16/10/2026 – 18:14
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RENDE La memoria torna inevitabilmente al 4 marzo di 21 anni fa a Baghdad, il funzionario del Sismi Nicola Calipari muore colpito da “fuoco amico” americano al termine di una rischiosissima operazione per la liberazione di Giuliana Sgrena, la giornalista del “Manifesto” rapita in Iraq. Specializzato in “missioni impossibili”, Calipari aveva condotto in passato la trattativa che portò al rilascio di Simona Torretta e Simona Pari, a loro volta rapite in Iraq e liberate grazie alla mediazione dei nostri 007. Gli occhi di Giuliana Sgrena a 21 anni dalla tragedia diventano lucidi quando ricorda – ai nostri microfoni – un istante lungo una vita. «Alla Calabria, ovviamente, sono legata perché purtroppo, per la liberazione dai miei rapitori e poi per la protezione dalle raffiche di mitragliatrice sparate dagli americani, in entrambi i casi sono stata salvata da Nicola Calipari», ricorda la scrittrice protagonista di un evento ospitato all’Unical. «Nicola Calipari è una persona eccezionale, non lo conoscevo prima, ma tutti mi hanno raccontato quello che faceva, tra l’altro è legato a Cosenza per via del suo impegno in Polizia. Sono inevitabilmente legata alla Calabria e al ricordo di Calipari che ovviamente non potrà mai abbandonarmi, la mia riconoscenza nei suoi confronti è eterna».

La morte al check point Usa

E’ la sera del 4 marzo del 2005: l’autovettura, una Toyota Corolla, sulla quale viaggiano Nicola Calipari, un altro agente dell’intelligence e Giuliana Sgrena si dirige verso l’aeroporto di Baghdad. La trattativa con i sequestratori è andata a buon fine, la giornalista italiana è stata liberata e ora si tratta solo di predisporre il volo di rientro in Italia. All’improvviso, la tragedia: una pattuglia militare della guardia nazionale statunitense è in servizio di vigilanza sulla ‘route Irish’, la strada che collega il centro di Baghdad con l’aeroporto. Il posto di blocco è stato approntato in previsione del passaggio di un convoglio con a bordo l’ambasciatore americano. Arriva la macchina con a bordo Calipari e finisce sotto il fuoco dei soldati Usa: lo 007 italiano muore sotto i colpi dei militari, Giuliana Sgrena rimane ferita.

Dalla questura di Genova al Sismi

La carriera in polizia di Nicola Calipari, nato a Reggio Calabria nel 1953, era iniziata nel 1979 alla questura di Genova, e poi era proseguita alla Squadra mobile di Cosenza. Prima del trasferimento al Sismi Nicola Calipari aveva lavorato alla Questura di Roma, in un primo momento alla sezione narcotici e poi come vice capo della Squadra Mobile. Successivamente Calipari era stato impegnato nella Criminalpol, allo Sco (Servizio centrale operativo) della Polizia di Stato e all’ufficio immigrazione del ministero dell’Interno. Nell’agosto del 2002 il passaggio al Sismi.

I nuovi linguaggi

Sgrena si sofferma poi sull’utilizzo dei nuovi linguaggi nel giornalismo e sull’inevitabile influenza dell’Ai nella diffusione di news e fake news. «Da un po’ di tempo la qualità del giornalismo è decaduta e questo lo si vede anche dai risultati nell’accesso all’informazione dei giornali che sono tenuti a rispettare dei codici deontologici. Ci si informa sui social, ritenendo buona quel tipo di informazione che non è assolutamente di qualità. Vige la regola della breaking news, la corsa a chi dà per prima una notizia e chi la dà per prima ovviamente non l’ha verificata. Questo è un grande problema che aumenta con l’intelligenza artificiale, perché in pochi secondi riesce a esaminare archivi immensi e noi non abbiamo la possibilità come giornalisti di verificare le fonti. Non possiamo fermare l’evoluzione delle nuove tecnologie, però dobbiamo considerare tutti i pericoli e per questo considero necessario avere un organismo che controlli l’utilizzo dell’intelligenza artificiale». (f.benincasa@corrierecal.it)

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