Corrado e la piccola chiesa sotto il municipio: una storia di fede, distanze e controversie nella città di Gioacchino
Il percorso del religioso, le differenze con la Chiesa cattolica romana e le polemiche suscitate da un esorcismo trasmesso in diretta streaming
Appena sotto il municipio, in un piccolo luogo di culto rivestito di pietre, una trentina di persone si ritrova di frequente per pregare. Questa parrocchia della Chiesa cattolica carismatica è a San Giovanni in Fiore da cinque anni. Lo racconta monsignor Salvatore Corrado, che oggi vive nella città silana. L’ho incontrato in quella chiesa, di cui ignoravo l’esistenza.
Corrado preferisce farsi chiamare “padre Salvatore”, anche se è arcivescovo per l’Europa, il Mediterraneo e l’Est della propria confessione, autonoma dalla Chiesa cattolica romana. Il religioso dialoga con pacatezza, si sofferma sulle domande e sereno parla delle vicende che hanno suscitato diverse polemiche sulla sua attività. Si presenta come uomo quieto, aperto, riflessivo. Durante il colloquio racconta il percorso religioso, il trasferimento a San Giovanni in Fiore, le regole del ministero che esercita, le contestazioni che dice di avere subito. La comunità locale è dedicata a San Gregorio di Nissa Vescovo e Santa Teosebia, sua sposa. Marito e moglie, precisa Corrado, secondo la tradizione accolta dalla sua Chiesa. La dedica in questione è il primo argomento sul quale ci fermiamo, perché tocca il rapporto fra vita coniugale e ministero sacerdotale. Il monsignore racconta di essere divorziato. Spiega che, per la disciplina della propria confessione, non può contrarre nuove nozze, dato che il matrimonio sacramentale è uno solo. Nella Chiesa cattolica carismatica, un uomo già coniugato può ricevere l’ordinazione e, se già sacerdote, non può sposarsi. Il matrimonio deve insomma precedere il sacerdozio. Corrado espone questa regola con riferimento alla propria condizione personale.

A San Giovanni in Fiore ha comprato casa. Sul posto segue le attività della parrocchia, con una comunità – precisa – di circa 30 fedeli praticanti. Il canto – sottolinea – ha un posto importante nelle funzioni. Il sito della sua Chiesa dedica molto spazio alla musica liturgica, con salmi, inni, registrazioni sulla grazia, sulla redenzione, sullo Spirito Santo e sulle feste cristiane. È un tratto distintivo di questa confessione, che ha avuto poca attenzione nelle discussioni locali, centrate invece sugli esorcismi. La storia religiosa di “padre Salvatore” inizia a Crotone e prosegue nel seminario di Catanzaro. La sua biografia ufficiale, pubblicata dalla Chiesa cattolica carismatica, informa di un’esperienza come missionario laico e il successivo ingresso nella Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni. Vi compare anche una laurea in Scienze religiose alla Pontificia Università della Santa Croce, a Roma. Si tratta di anni di formazione in ambienti religiosi differenti, prima dell’approdo alla confessione attuale, di cui è ministro.
Nel 2015 Corrado prende parte negli Stati Uniti a un simposio della Brigham Young University. Nel programma figura, insieme a Michael Ulrich, come relatore di un intervento su Joseph Smith e il cattolicesimo. È una tappa del suo percorso, caratterizzato da un confronto fra tradizioni che conosce per esperienza personale.
L’ordinazione sacerdotale di Corrado nella Chiesa cattolica carismatica arriva il 3 agosto 2018. Il 27 maggio 2023, a Caccuri, riceve quella episcopale e assume l’incarico per l’Italia e quello di vicario generale per l’Europa e il Mediterraneo. Il 24 febbraio 2024, secondo la biografia ecclesiastica, è nominato arcivescovo provinciale per l’Europa, il Mediterraneo e l’Est. Adesso quel percorso incontra lo spazio raccolto della parrocchia sangiovannese. La presenza fissa di Corrado in città trova riscontro anche nel resoconto di una visita, pubblicato dalla Comunione internazionale della Chiesa episcopale carismatica in Europa. La fonte riporta di una cappella e di una casa parrocchiale a San Giovanni in Fiore, del desiderio del religioso e di un pezzo della comunità di aderire a quella comunione. È un rapporto che potrebbe aprire un ulteriore capitolo nella storia di questa confessione.
Corrado pratica anche esorcismi nell’ambito della propria Chiesa. È un’attività che ha portato la piccola parrocchia sangiovannese al centro dello sguardo pubblico. Di recente – racconta “padre Salvatore” – un esorcismo su una giovane arrivata da fuori ha suscitato reazioni sdegnate a San Giovanni in Fiore, pure fra persone che abitano nei pressi della chiesetta. La diffusione sul web, spiega Corrado, ha creato molte condivisioni social, accuse e giudizi sbrigativi. Sul punto il monsignore fornisce una spiegazione. Assicura che la diretta dell’esorcismo non era stata programmata ma era già in corso lo streaming di una funzione, di solito usato perché le altre comunità possano seguire la messa via Internet. Il rito sarebbe dunque avvenuto senza alcuna previsione.

Questa la versione del religioso. Tuttavia, rimane la delicatezza della vicenda personale, comunque esposta a un pubblico distante, libero di commentare e attribuire dei significati alle immagini trasmesse. L’esorcismo esiste anche nella Chiesa cattolica romana, regolato da una disciplina rigorosa. Il Catechismo prescrive prudenza. Questa pratica è riservata di regola a un sacerdote con il permesso del vescovo, ma va distinta la presunta azione demoniaca dalle malattie, soprattutto psichiche, che invece vanno curate dalla medicina. Corrado descrive le contestazioni come un accanimento nei confronti suoi e della propria comunità. Racconta di accuse relative a riti considerati inaccettabili e si sente giudicato per un aspetto particolare della propria attività religiosa. Il tono si mantiene garbato anche quando il religioso espone episodi che afferma d’aver vissuto con una certa preoccupazione. Fra questi, narra di ripetuti ingressi di estranei nella sua abitazione sangiovannese, però senza furti. Spiega, poi, di avere denunciato alle forze dell’ordine, ma non ha elementi che consentano di collegare tali episodi alle polemiche sulla parrocchia.
La città silana che lo ospita porta con sé una storia religiosa datata e profonda. Il pensiero di Gioacchino da Fiore, il messaggio profetico dell’abate e la sua lettura della storia hanno dato a San Giovanni in Fiore un posto nella cultura europea. La tradizione conventuale dei padri Cappuccini ha poi accompagnato la vita di generazioni, con una presenza vicina nel tempo alle famiglie, alle necessità e alle consuetudini del centro montano. La fede cattolica ha lasciato tracce nelle pietre e nel linguaggio, nelle feste e nella memoria domestica. La piccola comunità di “padre Salvatore” vive in tale contesto, ma con una diversa collocazione ecclesiale. La Chiesa cattolica carismatica è autonoma da Roma e ha una propria gerarchia. Le parole “cattolica” e “carismatica” possono indurre in errore. Altro sono, infatti, il Rinnovamento carismatico cattolico e il Rinnovamento nello Spirito, che operano nella Chiesa cattolica e in comunione con la sua autorità. La confessione di Corrado professa la fede in Gesù Cristo, assume i Credo apostolico e niceno, riconosce sette sacramenti e sostiene la presenza reale di Cristo nell’Eucaristia. La distanza fondamentale da Roma riguarda il primato del Papa e il modo di intendere l’autorità e l’unità della Chiesa. La comunità carismatica rivendica inoltre una propria successione apostolica; dalle fonti consultate non emerge un riconoscimento ufficiale romano dell’ordinazione di Corrado.
Sono differenze sostanziali. La posizione cattolica sul dialogo fra cristiani trova nel decreto conciliare “Unitatis redintegratio” un riferimento specifico: conoscenza reciproca, rispetto, esposizione fedele della propria dottrina. È il terreno dell’ecumenismo, che invita alla lealtà anche nel dare un nome alle distanze.
Nella vita di San Giovanni in Fiore, il confronto religioso riguarda pure questioni più concrete, cioè che cosa accade nel luogo di culto vicino a casa, come si svolgono le funzioni, chi vi partecipa, quali responsabilità comporta la diffusione di immagini tanto delicate. Sono domande legittime, alle quali una comunità religiosa deve poter rispondere. Nel contempo, il dissenso verso una pratica o una dottrina esige profondo rispetto per chi le professa. Sempre. Il colloquio con Corrado lascia l’immagine di una presenza a San Giovanni in Fiore ormai quotidiana, con una storia ancora poco conosciuta. Un uomo che preferisce il nome di “padre Salvatore” al titolo di arcivescovo, una casa acquistata a San Giovanni in Fiore, una parrocchia intitolata a due santi che la sua tradizione presenta come coniugi. E poi il canto, le funzioni trasmesse alle altre comunità, l’esorcismo che ha provocato fiumi di polemiche, le intrusioni che riferisce di avere denunciato. Quella comunità parrocchiale prega e canta nella piccola chiesa appena sotto il palazzo municipale. Per i suoi fedeli è un luogo abituale di arricchimento spirituale; io non sapevo che ci fosse. L’incontro è avvenuto lì, fra quelle pietre, in un Comune del quale anche i luoghi meno noti raccontano la vita.
