Blocco degli autotrasportatori, l’allarme dei produttori calabresi: «c’è il rischio che la frutta vada al macero» – VIDEO
L’allarme di Taccone e Bartucca: «I frutti sono maturi, sono costati un anno di sacrifici. Rischiamo di vanificare gli sforzi»
CATANZARO Caro carburante e proteste degli autotrasportatori, in Calabria l’agricoltura rischia il collasso. La raccolta di kiwi e clementine è a rischio. A lanciare l’allarme sono i produttori calabresi, alle prese con raccolti ormai prossimi alla maturazione e con il rischio concreto di perdere una parte consistente della produzione. Una situazione che rischia di trasformare mesi di lavoro e ingenti investimenti in un danno economico per le aziende agricole del territorio, già messe a dura prova dall’aumento dei costi di produzione e del trasporto. «I presidi proseguono e, per le aziende della Piana di Gioia Tauro, ogni ora che passa aumenta il rischio di danni economici gravissimi. Al centro della preoccupazione vi è soprattutto la produzione del fresco e dell’ortofrutta insieme a tutte le altre colture deperibili che necessitano di una distribuzione puntuale e di collegamenti affidabili con i mercati di destinazione. Il problema non riguarda soltanto i camion che restano fermi. Anche quando fosse possibile partire, le imprese e gli operatori della logistica si troverebbero davanti a un’incertezza insostenibile: il rischio che i mezzi vengano nuovamente bloccati lungo il percorso, compromettendo le consegne e mettendo a repentaglio l’integrità della merce trasportata», sottolinea in una nota, Angelo Politi direttore di Confagricoltura Reggio Calabria. Che aggiunge: «Dietro ogni prodotto ci sono mesi di impegno, investimenti, costi di produzione, manodopera, raccolta, lavorazione, confezionamento e conservazione. Gli agricoltori hanno sostenuto questi costi confidando nella possibilità di commercializzare regolarmente il proprio raccolto. Se i trasporti non ripartono in condizioni di certezza, tutto questo patrimonio rischia di essere compromesso, con conseguenze che si estenderebbero alle cooperative, ai magazzini, ai lavoratori e all’intero sistema economico della Piana».
«C’è il rischio che buona percentuale di frutta vada al macero»
Dai timori di Confagricoltura, alla viva voce dei produttori. L’azienda di Pierluigi Taccone (Presidente del consorzio Coppi) ha nella produzione di olio il suo core business, ma produce anche agrumi e kiwi. E’ l’imprenditore calabrese a lanciare l’allarme. «Versiamo in una situazione grave per quanto concerne la raccolta di kiwi, abbiamo un prodotto quasi maturo e diventa un problema poterlo raccogliere a causa del blocco degli autotrasportatori. C’è il rischio che una buona percentuale di frutta vada al macero». Taccone sottolinea il «grave danno per i produttori di kiwi del territorio che hanno investito decine e decine di migliaia di euro per ettaro» e il concreto rischio di non riuscire a vendere il prodotto. La chiosa è dura: «La situazione è estremamente grave e egetterà sul lastrico tutti i produttori di kiwi del territorio». Poi, l’appello. «Chiedo agli autotrasportatori ma anche alle istituzioni di porre rimedio a questa drammatica situazione». Vito Bartucca, agrumicoltore della cooperativa Coppi, mostra le clementine mature, pronte per essere raccolte, ma «lo sciopero degli autotrasportatori sta creando disagi di non poco conto. I frutti sono maturi, devono essere raccolti, sono costati un anno di sacrifici ed oggi si rischia di vanificare tutti gli sforzi». (f.b.)
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