Porto di Gioia Tauro, svolta hi-tech e 200 assunzioni. Ecco cosa prevede l’Accordo di Sviluppo della Regione con Mimit e Mct
I contenuti dell’intesa che prevede 29,7 milioni di incentivi pubblici – con il cofinanziamento regionale – per dare una spinta decisiva all’economia e all’indotto calabrese
CATANZARO Un investimento imponente per proiettare il porto di Gioia Tauro ai vertici dei grandi hub di transhipment mondiali. Lo prevede un Accordo di Sviluppo che vede affiancati il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), l’agenzia Invitalia, la Regione Calabria e la società Medcenter Container Terminal Spa (Mct). Di recente la Giunta regionale guidata dal presidente Roberto Occhiuto ha approvato, su proposta dell’assessore allo Sviluppo economico Giovanni Calabrese, la delibera con cui formalizza l’adesione e l’approvazione dello schema di Accordo di Sviluppo.
La delibera della Giunta regionale
«Il progetto di investimento – scrive la Giunta Occhiuto – riveste carattere strategico per il sistema economico della Regione Calabria, in quanto è volto ad accrescere la competitività e l’efficienza del sistema logistico-portuale regionale, generando ricadute positive in termini di sviluppo economico, attrazione degli investimenti, crescita dell’occupazione e rafforzamento dell’integrazione della Calabria nelle reti nazionali e internazionali del commercio e dei trasporti. L’accordo di sviluppo… ha ad oggetto l’aumento della capacità di gestione e stoccaggio dei containers, attraverso l’introduzione di nuove linee di produzione che permettano al porto di Gioia Tauro di gestire maggiori volumi attesi apportati da Msc e allinearsi ai miglior hub di transhipment mondiali».
Il piano industriale e la svolta tecnologica
L’iniziativa nasce dalla proposta presentata da Mct – società riconducibile al colosso Msc – per ampliare la capacità produttiva e di stoccaggio del terminal. L’investimento complessivo è pari a oltre 93 milioni. L’obiettivo principale è superare il “collo di bottiglia” rappresentato dalle aree di piazzale, consentendo allo scalo calabrese di movimentare i crescenti volumi di merci portati da Msc e di ridurre al minimo i tempi di stazionamento delle navi in banchina. L’intervento tecnologico si concentrerà sull’installazione di linee automatizzate e macchinari all’avanguardia: gru automatiche di piazzale (Asc – Automatic Stacking Crane), che rappresentano il cuore strategico dell’investimento; gru di banchina (Sts – Ship to Shore); carroponti semoventi (Sc – Straddle Carriers) e dispositivi di sollevamento (Spreaders).
Impatto occupazionale e ricadute economiche
Sul fronte occupazionale, il progetto – si legge nello schema di accordo – garantisce un impatto diretto di primo piano: è previsto un incremento di 200 unità lavorative, distribuite tra 10 impiegati e 190 operai, che andranno ad aggiungersi all’organico di 1.256 dipendenti censito nel 2023. Inoltre, l’Accordo prevede l’impegno prioritario di assunzione per lavoratori provenienti da bacini di crisi o percettori di sostegni al reddito. Rilevanti – si riporta ancora – saranno anche le ricadute sulla filiera logistica allargata. Il potenziamento delle infrastrutture di terra e del trasporto intermodale (con particolare focus sul Gateway ferroviario e su gomma) andrà a beneficiare le imprese dell’indotto: si stima una crescita media del fatturato del 15% annuo per i servizi navali e del 10% per le attività di manutenzione dei mezzi e servizi di terra.
La struttura del finanziamento pubblico
Il fabbisogno di agevolazioni pubbliche a fondo perduto ammonta complessivamente a 29.720.000 euro (corrispondente a un’intensità di aiuto del 31,75% ESL), a cui si sommano circa 606 mila euro destinati ai costi di gestione dell’intervento. Il ministero delle Imprese e del Made in Italy metterà a disposizione oltre 29,3 milioni di euro (di cui 28,74 milioni per contributi a fondo perduto) valendosi delle risorse previste per i Contratti di Sviluppo. La Regione Calabria parteciperà al cofinanziamento con 1.000.000 di euro (di cui 980.000 euro quale contributo in conto impianti e 20.000 euro per spese gestionali) a valere sul bilancio regionale 2026. C’è dunque l’ok della Giunta per la firma finale dell’Accordo, che avrà durata fino al 31 dicembre 2030. Un passaggio chiave che conferma la centralità strategica della Calabria e del porto di Gioia Tauro nelle rotte del commercio globale. (a. c.)
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