La nuova vita di “Pietro Giugno” dopo il restauro autofinanziato

La statua dell’Ètè, opera dell’artista francese “Mathurin Moreau” che si trova a San Pietro in Guarano è stata riconsegnata alla cittadinanza che per oltre due anni ha incessantemente lavorato nella raccolta di fondi per permetterne il restauro

SAN PIETRO IN GUARANO Si sono concluse le importanti opere di restauro, iniziate nel 2015, del complesso monumentale in ghisa detto “Pietro Giugno”, costituito da un’artistica fontana sormontata dalla statua dell’Ètè, opera dell’artista francese “Mathurin Moreau” (1822 – 1912).  Il monumento è sito a San Pietro in Guarano nell’attuale Piazza Carrieri fin dal periodo compreso fra il 1888 e il 1892.
“Fìgliu, si te ricùogli àru paìse, de nòtte, àru scùru, stàtte attìentu, ‘un te ‘nzumbràre;  ‘ca mmìenzu la chjàzza, lu Sìnnicu ha fàttu mintìre ‘nu pistilicòj ccu’ ‘nu pàlu e ‘na fàvvuce  ‘mmànu” (Figlio, se dovessi ritornare in paese, di notte, al buio, fai attenzione, non ti spaventare. Al centro della piazza il sindaco ha fatto mettere un plastico con un bastone e una falce in mano ndr). Questo, come scherzosamente si narra, dev’essere stato il tono di una lettera che una madre sampietrese, apprensiva, scrisse al figlio militare alla fine del 1800.  Il restauro è stato possibile grazie al costante impegno del “Comitato per favorire il recupero, la valorizzazione e la creazione di opere di interesse artistico, storico e sociale nel territorio di San Pietro in Guarano”, o semplicemente “Comitato Pro-restauro Pietro Giugno”, promotore dell’iniziativa che si è impegnato nella raccolta dei fondi attraverso aste, mercatini, pranzi sociali e ha custodito e sollecitato tutte le offerte dei generosi sampietresi vicini e lontani e degli sponsors locali.
Il comitato costituito da Cozza Matilde, Ferraro Osvaldo, Igino Iuliano presidente, Magnelli Eugenio segretario, Preite Erminia, Principe Stefano,  Pugliese Beniamino,  Pugliese Fernando vice presidente, Sicilia Franco, Tortora Ottavio, Turano Pasquale, ha ritenuto l’intervento necessario e indifferibile per lo stato di deterioramento strutturale ed estetico in cui tutto il monumento versava, senza il quale avrebbe rischiato di divenire sempre più grave e perfino irreversibile.  Il restauro ha previsto opere conservative ma anche ricostruttive di parti danneggiate o mancanti nella fontana. Il degrado è stato causato dalle intemperie, dalla normale usura del tempo e da una mancata e regolare manutenzione.”Pìetru Giùgnu mmìenzu a due funtàne, guàrda la chiàzza ccu’ la fàvvuce ‘mmanu; l’àcqua lu ‘mpunne, lu sùle l’asciùtta, le fèste si le gòre sèmpre tùtte.” (Pietro Giugno in mezzo a due fontane, guarda la piazza con la falce in mano; l’acqua lo bagna, il sole lo asciuga, le feste se le gode sempre tutte ndr) – Lo scriveva ancora la maestra Maria Magnelli con dolce vena poetica, nell’ambito di una sua bella composizione dialettale e descrittiva del paese. E “Pietru Giugnu”, con la sua imponenza, potrà ancora presiedere e controllare tutto ciò che succede in piazza e sul corso, così come ha fatto da sempre. E’ stato e sarà ancora custode di tanti pettegolezzi; osservatore di ammiccamenti tra fidanzati; curiosone di cortei matrimoniali e… funerari; devoto di Santi e Madonne portate in processione; compagno di giochi di molte generazioni di ragazzi; uditore di molti e infervorati comizi elettorali; spettatore di liti e altri variegati spettacoli di piazza; dispensatore del liquido vitale per “ciarrìglie e zzùli” di molte ragazze, che da autentiche Calabriselle, alla fontana si recavano più volte al giorno con la scusa manifesta di rifornirsi di acqua fresca, ma con la recondita speranza di intravedere i segreti corteggiatori. Per tali tradizioni, il monumento è pienamente integrato nel tessuto sociale e nelle tradizioni storico-folcloristiche dei sampietresi e… fortunatamente potrà ancora farne parte.





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