Il “sarto” calabrese che veste gli arabi

Riccardo Magarò a soli 18 anni è partito per il Marocco dove ha coltivato la passione per gli abiti fatti a mano. Lo scorso giugno ha creato, nel centro storico di Cosenza, il “Palazzo dei sarti”, una scuola per giovani motivati ad imparare un’«arte senza tempo». È lui il protagonista di “Ti racconto un’impresa”, in onda questa sera alle 21 su L’altro Corriere Tv (canale 211 del digitale terrestre)

COSENZA «È un uomo di stile e di gran classe che in più ha il coraggio di osare, e mi chiede ad esempio pantaloni gialli, oppure rosa, che nessun europeo porterebbe mai ma che lui indossa con grandissima eleganza». Angelo Litrico, uno dei più importanti sarti italiani della storia, raccontava così John Fitzgerald Kennedy. «L’abito non fa il monaco», si dice, ma è pur vero che racconta tanto di chi siamo. Lo sa bene Riccardo Magarò, che della sua passione per gli abiti vuol fare un brand, una scuola che dal “Palazzo dei sarti”, nel pieno centro storico cosentino, possa cucire con un “filo rosso” la Calabria al resto del mondo. La storia sarà al centro della trasmissione “Ti racconto un’impresa”, in onda questa sera alle 21 su L’altro Corriere Tv (canale 211 del digitale terrestre).
 “COSENZA – MARRAKECH” Non è solo una tratta o un pezzo di strada. Per Riccardo Magarò, di soli 22 anni, rappresenta molto di più: «A 18 anni mi sono trasferito a Marrakech dove ho aperto un’agenzia di turismo italiana che nell’insegna accostava proprio il nome delle due città». Ma la vera passione, fin da quando era piccolo, è sempre stata quella sartoriale.
Passeggiava per il corso e intanto ammirava le vetrine, il piccolo Riccardo. E non vedeva l’ora di crescere per poter indossare quegli abiti che non si adattavano ancora alla sua età, ma erano della misura giusta per le sue ambizioni: «In Marocco mi vestivo spesso con abiti sartoriali italiani e molti dei miei clienti mi chiedevano dove potevano trovare quegli abiti unici nel loro genere e famosi in tutto il mondo per la qualità e la minuziosa cura dei particolari».
 Da qui l’idea di fare di quella passione un business: «Anziché suggerire ai clienti dove poter trovare quegli abiti, ho pensato che avrei potuto offrire io a loro un prodotto di qualità Made in Italy». Riccardo Magarò decide di avviare a Marrakech il suo progetto sartoriale per poter esportare nel mondo lo stile italiano: «Abbiamo scelto di non avere una boutique fissa, e questa è stata l’idea vincente. Mettevamo dei manichini con le nostre creazioni negli hotel reali, frequentati da prìncipi o attori holliwoodiani. E proprio da uno di questi arrivò il primo ordine il giorno stesso in cui facemmo la nostra prima esposizione».
L’aneddoto che Riccardo ricorda con più piacere – e che rende in maniera ancora più chiara la sua devozione a questo mestiere e la sua ambizione – è quello dell’ordine fatto dall’allora principe dell’Arabia Saudita in visita diplomatica in Marocco: «Il principe fu ammirato dei nostri abiti e ne volle subito prenotare uno. Tuttavia – racconta – prima di effettuare l’ordine aveva espresso il desiderio di vedermi di persona perché voleva accertarsi che fossi davvero italiano».
IL PALAZZO DEI SARTI «Sono tornato a Cosenza per creare una sartoria 100% italiana», racconta oggi Riccardo Magarò che lo scorso giugno avvia questa nuova attività. 
Ma questo sogno si scontra subito con alcune difficoltà: «In Italia ci sono tantissimi sarti di grande qualità, ma in età avanzata e già molto pieni di lavoro». Da qui l’idea: «Ho pensato che se non c’erano sarti a disposizione, avrei potuto crearmeli io». Nasce così la sua scuola di sartoria. Il “Palazzo dei sarti” è infatti prima di tutto una scuola rivolta a formare le nuove professionalità che possano lavorare all’unisono per creare prodotti di qualità destinati a fare il giro del mondo e durare negli anni.
«Per una giacca fatta a mano si impiega minimo una settimana di manodopera. Un lavoro così richiede un prezzo più alto. – Sottolinea Riccardo spiegando le differenze tra la sua idea e grande distribuzione – Vogliamo creare prodotti destinati a durare nel tempo».
Chi è stato scelto o ha deciso di intraprendere questo percorso, trova ad attenderlo un importante compito, ma ha anche una grande opportunità: «I giovani che frequenteranno questa scuola potranno sviluppare grandi potenzialità individuali che potranno spendere in molti contesti. Una volta comprese le varie fasi che stanno alla base della catena di questo lavoro potranno considerarsi professionisti “finiti” che possono operare anche in autonomia». 
NEL CENTRO STORICO Per un ragazzo affascinato dallo stile degli anni 30 con negli occhi il gessato dei gangster delle pellicole del grande cinema, solo un luogo avrebbe potuto essere la location ideale per la sua idea: il centro storico di Cosenza. «Amo Cosenza e penso che il centro storico sia la sia la sua parte più bella. Così come in ogni città».
La prospettiva è quella di espandersi nei numeri per far conoscere in tutto il mondo un prodotto di nicchia: «Mi piacerebbe che il progetto si consolidasse per poter offrire una nuova prospettiva e nuovi posti di lavoro sul territorio, dando vita al contempo a qualcosa di unico che permetta alla Calabria ed alle sue eccellenze di essere conosciute in tutto il mondo». (f.d.)







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