A Catanzaro la storia scritta nel legno del maestro Franco Scarpino

Una passione nata dal modellismo navale ed evoluta nella creazione di penne in legno uniche in tutto il mondo. «Al Premier Conte ho fatto dono di una penna con legno d’ulivo calabrese e l’incisione del Cavatore, logo simbolo di Catanzaro. Spero di portare così la Calabria in giro per l’Europa». Il racconto nel prossimo episodio di “Ti racconto un’impresa” in onda questa sera alle 21 sul canale 211 e in streaming su “L’Altro Corriere Tv”

CATANZARO La passione di Franco Scarpino per l’intaglio artistico del legno ha radici profonde ed una storia molto lunga. Inizia col “modellismo navale”, attraverso la costruzione in scala di tutti i modelli di velieri dal 1821, da quelli più storici fino ai più recenti «dei tempi in cui sulle navi è arrivata la pentola a pressione». Tra questi anche l’Amerigo Vespucci, attualmente esposto al Musmi di Catanzaro.
Ben presto, quella per la lavorazione del legno evolve in qualcosa di più di una semplice passione. Scarpino dedica molto tempo allo studio del legno, realizzando diversi oggetti tra cui la riproduzione della fontana del Cavatore di Catanzaro, la croce pettorale per L’Arcivescovo e per ultimo, le penne in legno le quali stanno avendo un grande consenso. Nasce così l’idea di “Iointagliolegno” che sarà al centro del prossimo episodio di Ti racconto un’impresa in onda il giovedì alle 21 sul canale 211 del digitale terrestre e in streming su L’altro Corriere Tv.
La creazione delle penne in legno è diventata oggi un’attività di successo, molto riconosciuta in tutto il Paese e che in parte è valsa a Scarpino il titolo di “Maestro d’arte” riconosciutogli lo scorso 31 marzo 2018. La scelta del nome e del logo sono state quasi una rimostranza contro l’abbattimento di alcune querce secolari ai confini del Parco delle Biodiversità, a testimonianza dell’amore per la natura che si trasforma poi in arte.
«L’idea è venuta quasi spontanea. Ho continuato a lavorare il legno abbinandovi le resine ed altri materiali che a poco a poco mi hanno condotto a realizzare le penne in legno». Lavori che richiedono molta minuzia, oltre che l’antica tecnica dei maestri artigiani: «Oggi ho messo su un piccolo studio con un tornio ed altre attrezzature classiche che mi permettono questo tipo di lavorazione».
Ogni penna racconta la storia di un luogo e di un tempo ben definito, anche a seconda della derivazione geografica del legno utilizzato di volta in volta: «Utilizzo legno proveniente da tutto il mondo: dai palissandri della zona equatoriale alle palette del fico d’india».
Ma non è solo il legno a rendere ogni penna speciale e diversa dall’altra. Viene richiesta una minuziosa lavorazione che a volte necessita anche dell’impiego di più d’un pezzo di legno, tagliato e smussato. «Una volta lavorata la forma del legno, va inserito un tondino di ottone che si incolla nel ciocchetto e si smussa affinché le superfici siano parallele». Nel tempo, al maestro Franco Scarpino sono arrivate molte richieste e i modelli si sono moltiplicati, ognuno con la propria storia ed il proprio concetto artistico di fondo. Come le più recenti penne con un cristallo incastonato, «per dare un’essenza più femminile» o quelle richieste anche da blasonati club calcistici come l’Inter o altri, come Juve e Milan.
«Ho anche fatto omaggio al Premier Giuseppe Conte e al Ministro Luigi Di Maio di due penne realizzate con ulivo calabrese. Su entrambe ho voluto inoltre dare l’impronta catanzarese col logo del cavatore, simbolo della città».
Una passione che ha potuto raggiungere tali livelli, spiega Scarpino, anche «grazie a Confartigianato Calabria, nelle persone di Mostaccioli e Barbalace perché hanno creduto in me. A dicembre mi hanno permesso di essere loro ospite alla Fiera dell’artigianato di Milano dove ho potuto fare vedere dal vivo come nascono queste creazioni».
Un ventennio nella Olivetti, a stretto contatto con una realtà aziendale che più di molte altre sapeva trasmettere la passione e la cura per il lavoro e chi lo svolgeva, cose che oggi Franco ha trasfuso in questa attività «che non è il mio lavoro principale, ma è altrettanto importante, anche perché ad esso è legato il sogno di portare, con le mie penne, la Calabria in giro per tutta Europa». (f.d.)





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