«L’imperativo per Oliverio di cambiare registro»

di Ettore Jorio*

La contesa, tutta in salsa Pd, organizzata ieri da Giletti sulla tv di Cairo (La7) ha fatto emergere lo stato dell’arte (!) della politica calabrese, che non ha affatto bisogno di protagonismi estemporanei dell’ultima ora. Tutt’altro. Ha consentito la rappresentazione dei dati sui vitalizi goduti dai consiglieri regionali comparati con altre Regioni (nel caso di specie l’Emilia-Romagna). Da qui, l’ennesima brutta figura, causata anche dalla pessima abitudine di avere persino consentito in passato ad assessori con un minimo di servizio (mi pare due anni) di percepire consistenti vitalizi, previo convenienti versamenti ordinariamente scaricabili, per quasi la metà, dalle imposte di periodo.
Ma questa è la nostra Regione, ove i servizi fondamentali latitano, i soprusi della politica abbondano, la disoccupazione e la sottoccupazione distruggono giovani e famiglie e, ove, anche i partiti formano più gruppi consiliari (fenomeno prontamente sottolineato da Antonio Di Pietro!) per allungare sensibilmente la lista delle percezioni. Quelle «indennità» e quei rimborsi, anche essi gravanti sul bilancio del Consiglio, del tipo quelle sulle quali la Magistratura ha messo la sua lente di ingrandimento con qualche conseguente dimissione dagli incarichi del tempo.
Insomma, c’è necessità di cambiare, e di farlo radicalmente! Occorre riportare il diritto nelle case dei calabresi, tanto da consentire loro di percepire una sanità degna di questo nome e una assistenza sociale onorevole nei confronti dei bisognosi offesi da decenni più che altrove. Necessita restituire la dignità ai cittadini. Non è più rinviabile garantire alla Calabria il suo rinascimento dalle ceneri in cui è stata da sempre confinata per colpa di chi, poi, si è abbondantemente garantito quel futuro che costituirà invece il grande problema per i tanti giovani di oggi. Per realizzarlo è indispensabile un impegno improbo del Governo che verrà, delle deputazioni calabresi nazionali e comunitarie e della Regione. A tutto questo dovrà fare sponda una mentalità rinnovata dei cittadini, i quali si dovranno disabituare a chiedere a discapito degli altri e a pretendere ciò che spetta loro, premiando chi lavora in tal senso e condannando i grandi protagonisti dell’egoismo politico.
Quanto alle istituzioni, senza l’impegno profondo delle stesse non si va da alcuna parte, è già al lavoro la terza giunta Oliverio.
Un profondo benvenuto alle tre assessore, ciascuna delle quali è forte di positive esperienze ma soprattutto dotata di un grande coraggio. Quello di mettersi in gioco a meno di 20 mesi dalle prossime elezioni. È roba da fare tremare i polsi. Molto di più se si considera lo stato dell’essere della Calabria, le condizioni di inefficienza della nostra Regione, l’assenza di programmi e di condizioni che lascino immaginare un orizzonte entusiasmante. Non solo. Con una condizione politica davvero inusuale e preoccupante per la coalizione che la governa. L’attuale maggioranza è, di fatto, divenuta il 4 marzo scorso (molto) minoranza in Calabria, più che altrove. Con un Pd (e dintorni) che a fatica ha rendicontato il 14%, il più basso di sempre, conseguendo uno zero tagliato nella competizione uninominale a dimostrazione di non avere saputo schierare alcun nominativo attrattivo. E ancora. Con i pentastellati sul podio che hanno portato a Roma il 58% degli scranni disponibili, 12 deputati e 6 senatori.
Una condizione obiettiva che dovrebbe far ben pensare Oliverio, nel senso di consigliargli di «dare una occhiata» alla formazione virtuale del Consiglio regionale chiamato a legiferare in Calabria. Da una siffatta ricerca il Governatore scoprirebbe che il popolo ha espulso la quasi totalità degli attuali presenti (ovviamente non nominalisticamente) riducendo l’attuale maggioranza ad appena 6/7 unità. Su tutti, almeno 17 scranni occupati (sempre virtualmente) dai pentastellati.
Un panorama che non lascia vie di fuga all’esercizio di una politica regionale «collaborato», nel senso di programmare con i vincitori le più importanti azioni di governo territoriale e di godere del loro sostegno a livello di governo nazionale.
Un onere che Oliverio è chiamato a sopportare nell’interesse esclusivo della Calabria.

*docente Unical





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