«Il Pd è l’unica alternativa al delirio leghista»

di Rosario Bressi*

Se il Partito democratico riparte dai suoi valori fondanti, dalla valorizzazione autentica dei territori, se riparte dalla sua espressione migliore, vale a dire il Pd delle persone che non hanno mai smesso di credere e di lavorare per la sua crescita, ci sono ancora gli spazi politici per affermare una visione di società che sia davvero alternativa alla vuotezza dell’alleanza penta-leghista.
I militanti, la qualità dei candidati che hanno corso domenica e l’impegno quotidiano, e per certi aspetti eroico, degli amministratori locali, sono il vero punto di partenza per la ricostruzione della comunità democratica anche, se non sopratutto, in Calabria.  Quando si alleano i cittadini, prima ancora che le sigle, e il Pd favorisce, guidando, le aggregazioni civiche, allora il protagonismo della Comunità Dem diventa centrale e può tornare a rendersi modello. Le elezioni di domenica ci hanno raccontato anche questo. Ci hanno raccontato che non ci sono soluzioni politiche, a mio avviso, che non vedano il Pd come perno di qualsiasi progetto che mira a essere alternativo alle nuove destre mascherate e federate. Un Pd che troppo frettolosamente in tanti davano per morto e sepolto e che invece non riparte, evidentemente, da zero.
Io, testardamente, continuo a pensare di stare dalla parte giusta, ne sono convinto. Dalla parte della solidarietà e dalla parte di chi è rimasto indietro. Dalla parte di chi quotidianamente si batte per restituire dignità ai ruoli istituzionali nella complessità del governare e amministrare i territori.
Dalla parte dei tanti amministratori e sindaci che nelle difficoltà mantengono eroicamente come missione la coesione sociale e territoriale.
Dalla parte di chi pensa che restare legato a un simbolo non è una virtù o un gesto romantico, ma rappresenta lo sforzo e il piacere di  emozionarsi davanti a una conquista sociale. Dalla parte di chi ancora ha la capacità di commuoversi davanti ai drammi umanitari e sociali.
Perché bisogna tornare ad emozionarsi davanti alle conquiste sociali e politiche e avere la capacità di restare comunità anche nelle diversità. Questo deve fare il mio partito, questo devono fare le donne e gli uomini che si richiamano ai valori del centrosinistra e del civismo democratico.
Per farlo c’è certamente bisogno della costruzione di un’alternativa politica al delirio leghista che, senza rinnegare il grande lavoro di questi anni, sappia andare avanti, guardare al fa futuro, generare speranza.
Starà a noi tutti assumerci la responsabilità di guidare l’alternativa, perché nessuno si salva da solo ai tempi delle fake news e dell’incoerenza elevata a sistema.
È questo il momento per rilanciare il Pd. Sarebbe incomprensibile non farlo adesso.

*dirigente regionale Pd





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