«Welfare, risposte inadeguate dalla Regione»

di Sinibaldo Esposito*

Dopo settimane di teorie e ipotesi e dopo due provvedimenti giudiziali, del Tar Calabria e del Consiglio di Stato, oggi finalmente sappiamo di chi è la colpa del mancato pagamento delle strutture socio-assistenziali, giacché gli assessori (tecnici!) al bilancio ed al welfare, Fragomeni e Robbe, hanno diffuso un comunicato istituzionale (che, ritengo, sia stato necessariamente avallato dal governatore Oliverio), in cui informano che la giunta ha deliberato l’iscrizione delle somme necessarie, richiedendo ai comuni la restituzione, entro 5 giorni, di quanto ricevuto e (qui viene il bello) «augurandosi che i comuni siano celeri nella restituzione delle somme».
A questo punto, se si trattasse di un film comico del celebre Totò, il principe della risata ci farebbe morire tutti dal ridere con un sonoro «ma mi faccia il piacere», ma, purtroppo tutto ciò è vero ed il film in questione non ha nulla di comico ed anzi, con il passare dei giorni diventa sempre più tragico. Difatti, dopo avere illegittimamente e forzatamente trasferito i fondi ai Comuni, in attuazione di una riforma che non si poteva – e non si doveva – (per come ordinato dal Tar) mandare avanti, ora sembrerebbe tutto risolto con una semplice delibera di impegno (non di spesa… ma di mera “volontà”, dato che difetta di un piccolo particolare: la copertura finanziaria), addirittura tentando di scaricare la responsabilità sui comuni che quei soldi neanche li volevano (tant’è che hanno proposto ricorso) e, comunque, non li dovevano avere. E, nel frattempo, si aggrava sempre di più la situazione delle strutture socio-assistenziali, ormai al collasso e strette tra i fornitori non saldati, i dipendenti non pagati e gli istituti di credito che, oltre a non concedere più finanziamenti, richiedono il rientro dalle ingenti esposizioni debitorie. Ma tant’è… siamo in Calabria, laddove tutto può succedere (e, spesso, le soluzioni sono peggio dei problemi che dovrebbero risolvere) e laddove i veri responsabili di questa assurda situazione, a livello politico ed amministrativo continuano a… “confidare”… “sperare” e “auspicare”!
Tra l’altro, in una mia precedente nota mi ponevo un interrogativo, che oggi diventa ancora più urgente: e se i Comuni non restituissero quelle somme (o, comunque, non lo facessero celermente, dato che 5 giorni sono sicuramente pochi per variare i loro bilanci), che cosa altro escogiterà la giunta Oliverio? Aspetteremo altre sentenze contro i Comuni (sperando che, nel frattempo, non ne vengano emesse dal tribunale fallimentare nei confronti di qualche struttura) o l’assessore, o chi per lei, andrà personalmente nei palazzi municipali di tutta la Calabria a dare una tiratina d’orecchi ai sindaci “cattivi” e “ritardatari”? E se per caso qualche Comune avesse, nel frattempo utilizzato quei fondi (laddove non fossero stati espressamente vincolati al pagamento delle strutture, ma solo destinati al socio-assistenziale), dove andrà a riprenderli per restituirli a chi glieli prima aveva dati per utilizzarli? Io posso soltanto auspicare che i comuni capofila saranno tutti “bravi, buoni e belli”, tanto da provvedere celermente a quanto gentilmente richiesto dalla Regione cosicché, al più presto, le strutture potranno ricevere una boccata d’ossigeno (soldi…non impegni o promesse!) che gli consenta di continuare nella loro insostituibile attività sul territorio.

*consigliere regionale





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