«Tre passi per aiutare Riace»

di Movimento Presila Unita

Nel Comune di Riace in Provincia di Reggio Calabria esiste da anni un sistema di accoglienza diffusa dei migranti, diventato un modello di integrazione sociale e di ospitalità. Il sindaco di Riace Domenico Lucano, detto Mimmo, ha deciso di intraprendere uno sciopero della fame per denunciarne il de-finanziamento del progetto ed il conseguente rischio di chiusura.
Quando nel 1998 duecento curdi sbarcarono sulla spiaggia di Riace, centro della costa Jonica calabrese, spopolato da anni di emigrazione, Mimmo Lucano e la sua associazione “Città Futura” decisero di trasformare il proprio paese in un luogo aperto e solidale, dove nessuno si sarebbe più sentito straniero.
Dei circa 1800 abitanti attuali ben 400 sono migranti, molti con un lavoro ed una casa ottenuti grazie ad un programma di finanziamento dello Stato Italiano. Oggi quello stesso Stato decide di escludere Riace dagli enti beneficiari del finanziamento decretando la fine di questa esperienza, nonché l’abbandono a se stessi di 165 rifugiati, di cui 50 bambini, e la fine del lavoro per 80 operatori.
Facciamo appello ai consigli comunali, alle Province Calabresi e alla Regione Calabria, affinché approvino una delibera nella quale:
1. Si affermi il carattere umanitario e solidaristico del Modello Riace, esempio di accoglienza per i migranti, difesa degli ultimi e possibilità di riscatto per tutti i Sud del Mondo;
2. Si chieda alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed al Ministero degli Interni di rifinanziare il progetto Riace, corrispondendo il saldo luglio-dicembre 2017 e ricomprendendo il Comune fra gli enti beneficiari;
3. Si avvii una discussione pubblica sul flusso migratorio e sulle politiche italiane ed europee di accoglienza.





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