«L’agricoltura cresce per merito degli imprenditori»

di Gaetano Rao*

Le recenti anticipazioni del Rapporto Svimez 2018 hanno fornito alcuni spunti di intervento e di analisi intrisi, era facile prevedere, della solita e copiosa ipocrisia e propaganda. Il presidente della giunta regionale, come di consueto, prova disperatamente ad intestarsi meriti che non ha né può avere, gridando al successo ed autodefinendosi addirittura emozionato per i risultati raggiunti. Per la verità, tranne un paio di consiglieri regionali di stretta osservanza partitica, nessuno lo ha seguito in questa ennesima attività di sciacallaggio mediatico e stravolgimento della realtà cui ci ha abituato nel corso degli ultimi anni.
Veniamo a qualche dato che è contenuto nel Rapporto Svimez 2018. Intanto giova evidenziare che il Rapporto in questione certifica, per esempio, che la Calabria ha il più basso tasso di copertura dei servizi socio-assistenziali. Ed ancora, cosa più grave, che la Calabria ha la più bassa performance d’Italia in tema di qualità dei servizi pubblici forniti al cittadino nella vita quotidiana. Sulla base di questi dati, contenuti nel Rapporto Svimez 2018 che il presidente Oliverio evidentemente preso troppo dalla emozione non avuto modo di leggere per intero, non c’è nulla per rallegrarsi, anzi c’è molto per stare ancora più preoccupati di prima.
Quanto ai segnali positivi che vengono dall’economia, con particolare riferimento al comparto dell’agricoltura che nel triennio 2015/2017 avrebbe registrato un trend di crescita, viene da dire cosa c’entra Oliverio e la sua maggioranza di Governo Regionale.
Il merito è solo degli imprenditori. Tale congiuntura favorevole è assolutamente estranea, infatti, alle dinamiche del Psr Calabria 2014/2020 per le seguenti ragioni.
Il Programma di sviluppo rurale è stato approvato dalla Commissione Europea solo nel novembre 2015. I tanti decantati bandi per i giovani agricoltori e per la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli hanno conosciuto una graduatoria degli ammessi solo a fine 2017 ed addirittura ancora oggi, 2018 inoltrato, il dipartimento Agricoltura non riesce nemmeno a soddisfare le domande di anticipazione presentate dalle aziende beneficiarie. Ciò significa che, allo stato, non risulta speso nemmeno un Euro su tali bandi!.
Nel periodo 2015/2017 in cui l’agricoltura calabrese avrebbe pertanto realizzato una discreta crescita, nessuno degli strumenti di programmazione comunitaria attivati da Oliverio ha ancora dispiegato effetto!
Di che cosa parla quindi Oliverio? In quale regione vive? Di quali meriti rivendica la paternità?
A meno che il presidente Oliverio non stia di fatto plaudendo all’azione dei suoi predecessori ed alla bontà dell’azione politica del centrodestra, tanto criticato, che lo ha preceduto al governo regionale. Saremmo al ridicolo, ma da Oliverio oramai ci aspettiamo di tutto.
L’agricoltura reale, quella vera e non di carta, sta in piedi solo grazie alla caparbietà ed al coraggio degli imprenditori agricoli calabresi, al loro impegno e capacità di competere nel mercato globale, nonostante la zavorra imponente di una Pubblica amministrazione regionale che annienta, con i suoi ritardi e la sua incompetenza, le opportunità di crescita e sviluppo.
Nel rapporto con i pubblici poteri, l’agricoltura calabrese conosce il momento più buio della storia del regionalismo, con il dipartimento regionale ed Arcea sovente veri e propri nemici degli agricoltori.
Ecco, di ciò Oliverio ne ha merito. L’unico!

*imprenditore agricolo, ex assessore all’Agricoltura Provincia di Reggio Calabria





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