«La riforma Renzi miete nuove vittime»

di Antonio Cusimano*

Le utilizzazioni nella scuola sono provvedimenti che vengono disposti, ad ogni inizio di anno scolastico, dall’Ufficio Scolastico Provinciale per consentire il ricollocamento del personale docente in esubero o per consentire al docente stato trasferito d’ufficio di ottenere, a domanda, una sede disponibile più vicina alla sua residenza.
Nella provincia di Catanzaro i provvedimenti adottati, soprattutto nella classe di concorso A045 Scienze Economico e Aziendali, hanno evidenziato una palese incongruenza, tra l’altro non supportata da evidenze normative, nei confronti di docenti che hanno al loro attivo più di venticinque anni di cosiddetta “gavetta” rispetto a coloro che neo immessi in ruolo, con la riforma Renzi, hanno ottenuto una corsia preferenziale rispetto ai loro colleghi già assunti da anni. L’USP formula una graduatoria sulla base di punteggi acquisiti e di precedenze derivanti dal CCNI, ma nell’assegnare le scuole ai vari docenti, questa graduatoria non viene rispettata. I docenti con maggior punteggio non sono stati fatti oggetto di alcun provvedimento di utilizzo, nel mentre coloro che si trovavano collocati in graduatoria agli ultimi posti hanno ottenuto sedi nei comuni di loro residenza o in comuni viciniori.
Infatti 8 docenti titolari su ambito collocati in graduatoria tra i 36 e 67 punti vengono “premiati” con l’utilizzo su sedi nei Comuni di loro residenza o in comuni viciniori, mentre 4 docenti titolari su scuola collocati in graduatoria tra 167 e 208 punti rimangono fuori dalle operazioni di utilizzazione.
Provate ad immaginare la situazione di chi appena entrato in qualsiasi ambito lavorativo ottenga ciò che voi avete ottenuto dopo anni di lavoro in sedi disagiate e non solo! E, a contrario, chi ha svolto servizio in sedi lontane oggi si veda rimandato indietro a ricominciare quel percorso. Solo nella scuola possono avvenire questi abnormi situazioni.
La cosa più assurda è che richieste spiegazioni agli operatori, nonché ai vari sindacalisti della scuola, nessuno fornisce risposte satisfattive dei motivi che hanno determinato tale stato di cose. Anzi la cosa più assurda è che i sindacati pur giudicando l’applicazione delle norme contrattuali abnorme poi dimenticano di essere stati loro sui tavoli delle trattative con il Miur e di aver concertato con l’Amministrazione l’applicazione di tale modus operandi. Spero che il nuovo Direttore Generale della USR Calabria, appena insediata, possa dare una risposta ai docenti umiliati dai recenti provvedimenti.

*Docente di Economia aziendale





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