«Azienda unica di Catanzaro, la fusione va fatta bene»

di Enrico Caterini*

La Regione Calabria propone con legge l'”integrazione” (!) dell’azienda ospedaliera di Catanzaro con l’azienda ospedaliera universitaria della Magna Graecia di Catanzaro. Obiettivo lodevole ma perseguito con modalità almeno discutibili. Eppure in questa regione opera all’Unical un «Laboratorio universitario per le ricerche giuridico-aziendali in materia sanitaria», che vanta al suo attivo oltre 500 masterizzati operanti nel comparto della salute, e nella medesima è presente l’Università Magna Graecia che presenta un eccellente livello di scienza giuridica che avrebbe certamente elaborato una proposta di legge scevra da incongruenze e amenità giuridiche.
Ma il punto è che una siffatta scelta dev’essere chiara soprattutto per un profilo di estremo rilievo. La fusione per incorporazione – perché di ciò si tratta e non di altro – delle due aziende, sensibilmente modificativa dell’attuale assetto del livello di assistenza ospedaliera calabrese oltre che di quello catanzarese, pone in una relazione sinergica due sistemi strategici per la crescita equilibrata della Calabria della Salute: quello universitario e quello sanitario. Due sistemi che nella fusione devono intersecare con una scelta chiara: la costituzione di un polo medico-ospedaliero che alla ricerca aggiunga la pratica clinica, che completi i profili scientifici esistenti e di rilievo con quelli clinici. Non solo. Che adempia routinariamente alla formazione degli specializzati che occorrono al servizio sanitario nazionale, sempre più in crisi in termini di disponibilità di professionisti adeguati alla domanda crescente che, proprio perché non soddisfatta dall’attuale domanda, spende 320 milioni di emigrazione sanitaria.
In sintesi, la fusione – fatta bene – è rappresentativa della «somma» dei saldi di bilancio e delle obbligazioni in essere – rappresenterà l’occasione per generare, finalmente, un polo che consenta l’applicazione dei risultati scientifici ai pazienti, unendo scienza e funzione sociale.
Perché ciò accada si rende necessario uno strumento legislativo come si deve. E ancora. Che la barra di comando dovrà essere saldamente messa in mano ad un vertice aziendale selezionato con metodi diversi da quelli sino ad ora utilizzati. Dovranno essere unicamente meritocratici. Diversamente, la scelta, apprezzabile nelle intenzioni appena delineate e ancora non affatto chiare, rischia di fagocitare l’azienda universitaria in un modesto contesto clinico e annacquare i benefici della ricerca medica che devono restare preminenti.
Se questa scelta ha dei meriti sono quelli di consentire ai cittadini di curarsi al meglio fruendo dei più elevati risultati della ricerca e ai medici di studiare e specializzarsi unendo scienza e clinica.
Diversamente si compromette la ricerca e l’istruzione medica senza beneficio dell’utenza.

*docente Unical





Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto