«Lamezia non deve essere dimenticata»

di Antonio Viscomi*

La situazione che si è creata a Lamezia Terme è veramente paradossale. A prescindere dalla legittimità o meno delle scelte gestionali e amministrative della Commissione straordinaria, che qui interessa poco o punto, sta di fatto che chiudere o rendere improba la fruizione di impianti sportivi e di strutture culturali o la realizzazione di eventi sociali e religiosi sul territorio determina conseguenza evidentemente paradossali. Infatti, quando si inibisce ogni e qualunque possibilità di socializzazione si determina l’impossibilità di creare o rafforzare il capitale sociale di una comunità la cui presenza costituisce – com’è ben noto – presupposto necessario ed indefettibile per una efficace azione di contrasto alla criminalità organizzata. Se dunque è doveroso commissariare una amministrazione locale infiltrata dalla criminalità, è altrettanto necessario sostenere contestualmente la comunità locale, già di per sé ferita e vulnerata dalla presenza criminale. Un cosa è l’amministrazione locale, altra la comunità locale. Con questa consapevolezza ho appena depositato una interrogazione per chiedere al Presidente del Consiglio se sia a conoscenza della situazione lametina e se non ritiene che gli effetti delle politiche gestionali ed amministrative assunte nel Comune di Lamezia Terme stridano visibilmente con gli obiettivi prioritari dell’azione commissariale nei comuni sciolti per mafia, dal momento che la contrazione degli spazi possibili di socializzazione collettiva e di aggregazione civica – per positive finalità di ordine culturale, sportivo, religioso – non può che determinare un effetto negativo sulla stessa azione di contrasto alla criminalità organizzata e di recupero alla legalità costituzionale di collettività già di per sé ferite dalla presenza criminale. E ho chiesto pure se non ritenga necessario intervenire immediatamente con gli strumenti adeguati e pertinenti, anche di natura legislativa, per far sì che allo scioglimento di un comune, a seguito di accertati fenomeni criminali, consegua una azione proattiva di sostegno alla comunità interessata, anche e soprattutto incentivando e sostenendo con adeguate risorse economiche il miglioramento strutturale e quindi la stessa fruizione degli spazi di uso collettivo, anche al fine di contrastare atteggiamenti di rassegnazione e sfiducia, intuibili nella loro genesi ma rischiosi quanto ai loro effetti sulla tenuta democratica di una comunità. Al commissariamento di una amministrazione locale non può – non deve – conseguire l’abbandono della comunità locale.
Ed è proprio questo – io credo – un possibile criterio guida per ripensare alcuni aspetti della legislazione in materia di contrasto alle infiltrazioni criminali nelle amministrazioni locali. A partire da Lamezia Terme.

*deputato del Partito democratico





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