«A Lamezia si rischia il Medioevo della cultura»

di Michele Mirabello*

La città di Lamezia Terme vanta, da oltre un ventennio, una ricca tradizione teatrale che ha visto i nomi più importanti del panorama artistico nazionale e internazionale esibirsi sui palcoscenici dei suoi teatri, il Grandinetti, l’Umberto e il Teatro Politeama ora Teatro “Franco Costabile” i quali, da anni, costituiscono le strutture istituzionali deputate all’accoglienza e all’esibizione di eventi e spettacoli oltre che luoghi di socializzazione per l’intera comunità lametina e dei comuni del comprensorio.
Tuttavia, in questi ultimi mesi, la città della Piana sta vivendo una vicenda dai contorni paradossali.
A seguito della terzo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazione mafiosa e al conseguente insediamento di una terna commissariale, è stata avviata una durissima azione amministrativa che ha portato alla dichiarazione di “inagibilità”di tutti i teatri lametini e di tutti gli impianti sportivi della città.
Fermo restando il pieno sostegno ad ogni azione volta a ripristinare regole e buon andamento della pubblica amministrazione, desta profonda preoccupazione la scelta di operare la chiusura di larga parte dei centri d’aggregazione e di tutti i centri ed i poli culturali della città bloccando, di fatto, i processi e le dinamiche socio-culturali che stanno alla base di ogni reale trasformazione territoriale e privando i cittadini di ogni possibilità di aggregazione e di condivisione sociale.
Ritengo che una città come Lamezia Terme, che vive una stagione difficilissima, possa e debba ripartire dalla cultura e dalle sane forme di aggregazione, le uniche in grado di recidere le radici della mafia e del malaffare.
Tutto ciò anche per scongiurare il rischio di disperdere opportunità importanti che erano messe in campo dalla Regione Calabria, nel 2017, ha approvato per Lamezia Terme, 8 progetti culturali nell’ambito degli interventi tesi a valorizzare i luoghi di interesse storico e archeologico con la qualificazione e il rafforzamento dell’offerta culturale.
Otto progetti che partono dal basso, dalla volontà e dalla passione di associazioni culturali che da anni operano sul territorio per offrire alla città una possibilità di riscatto.
Un finanziamento triennale che per i progetti presentati dall’Associazione culturale Ama Calabria e dall’Associazione teatrale “I Vacantusi” rischia di andare letteralmente in fumo perché le stagioni teatrali che sono parte integrante di entrambi i progetti non potranno essere realizzate a causa della chiusura del Teatro Comunale Grandinetti la cui disponibilità da parte del Comune di Lamezia Terme, a favore delle due associazioni, era condizione imprescindibile per la fattibilità dei progetti.
Chiudere i teatri significa togliere ossigeno ad una città che è già in forte difficoltà respiratoria. Ed è proprio nei momenti di maggiore criticità che bisogna avere il coraggio di dare risposte immediate e concrete.
Faccio pertanto appello al buon senso ed all’operosità della terna prefettizia che guida la città, oltrechè al prefetto di Catanzaro affinché si crei ogni condizione idonea a scongiurare un Medioevo e un oscurantismo che rischia di affondare una città che va aiutata a trovare le ragioni del proprio riscatto.

*Presidente commissione Sanità ed attività sociali, culturali e formative del consiglio regionale





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