«Le logiche opache della sanità catanzarese»

di Alfredo Serrao*

Anche quest’anno tutto è passato nel solito silenzio. La giornata mondiale sull’Alzheimer passa sottotraccia, fatto salva qualche manifestazione “intelligente” che vede la città di Catanzaro, o meglio una parte di questa, protagonista in un criterio di eresia e di provocazione, che si scontra con quella medicina insensibile ed insensata che ha fatto nel tempo danni, macerie e tanta clientela.
Il 21 settembre si ripete un rituale inutile, fatto di tanta ipocrisia e qui da noi – in Calabria – un’evidente incapacità e non volontà di superare quello che era nello spirito della legge Basaglia, restituire una dignità non solo psichiatrica alle malattie neurodegenerative come Demenza, Alzheimer e Parkinson. Questa non volontà politica e medica di “superare” è stata ed è il paravento ed il salvadanaio di tanti imprenditori che dicono di fare sanità (?), ma nel contempo di tanta medicina, che medicina non è, legata al valore del dollaro dove la coscienza ed il giuramento di Ippocrate sono una barzelletta…che non fa ridere!
Quella barzelletta “scritta” come certifica in modo negativo il sito del Ministero della Salute, dove in Calabria pure avendo adottato il Piano Nazionale delle Demenze nel 2012, siamo fermi all’anno zero. Dobbiamo continuare ad accettare strutture sanitarie Rsa che sono dei pollai indistinti – non tutti in verità – dove trasparenza, umanità e deistituzionalizzazione della malattia sono buone intenzioni, che buone non sono, perché creano potenzialmente danno alla valorizzazione monetaria della malattia.
Però tutto va bene! Siamo e restiamo ultimi in tutti i report sulla sanità, i Lea qui da noi non hanno cittadinanza, come non ce l’ha il principio costituzionale che è diventato uno zerbino, dove le mele marce – i furbi – della sanità puliscono le loro scarpe in barba dei cittadini tutti. Però… però la sanità resta il migliore investimento, quello che produce utili dove tutti e in particolare i disabili e gli anziani restano un ottimo bancomat.
In tutto questo Catanzaro, la città capoluogo di regione non resta indietro…anzi!
Partecipa a pieno titolo al banchetto, quello che costruisce profitto monetario magari istruendo con il criterio dell’urgenza una pratica di sviluppo delle periferie “Riqualificazione Catanzaro Sud-da periferia a nuova centralità”. Qui il valore sociale originario e l’intuizione anche imprenditoriale diventerebbero, magicamente, speculazione edilizia. Nasce il nuovo criterio dell’esproprio in urgenza, non certo proletario, di un bene comune… sempre in quella logica opaca che governa la sanità calabrese, dove tutto è opinabile e dove tutto è orientabile.
Investimenti, speculazioni, alchimie amministrative in un quadro di sanità traballante sul principio morale, diventa modello…a Catanzaro.
Quello stesso modello che in modo sotterraneo apre o ha aperto una corsa al delitto di altre realtà, come Fondazione Betania. Un gioco di corvi e di avvoltoi, cercano di tacitare Betania, perché così si abbassa e si uniforma un livello di assistenza votato ormai al peggio. Tutti contenti e tutti uguali. Ma contenti non sono il personale e quanti ricevono le cure da Fondazione Betania, quella che resta ed è piatto ricco sulla consistenza patrimoniale – autonomamente sua – non costruita sul gioco dell’oca o su un monopoli dalla banconota fuori corso. Su questa sfacciataggine politica, quella che fa finta di non vedere, Catanzaro perde la faccia, per come perde un “valore”, quello dalla Fondazione Betania, che non è e non può essere terreno di saldo e stralcio.
Ma, questa è Catanzaro la città del vento che porta via tutto, anche quello che in gergo si chiama operazione verità!
Quella verità che insegna e dovrà insegnare a chi andrà a governare la Regione Calabria a chi resterà (?) forse a governare la città capoluogo che le sporcaccionerie non si fanno e che queste non hanno colore politico e, con la politica non possono coniugarsi in un operazione di scambio che lascia in bocca un certo retrogusto.
La malattia come la dignità delle persone va rispettata e non sempre e soltanto monetizzata. Lo stesso rispetto che meritano quanti nella malattia operano, diversamente dai soliti noti, con umanità, dignità, che non sono preda immobile, per come non è più immobile questa città di Catanzaro.

*presidente associazione “I quartieri”





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