«Come incoraggiare i bravi sindaci»

di Grazioso Manno*

E’ un gran bel lavoro quello di un sindaco, una missione oserei dire, ma comunque una sfida per una serie di problemi che quotidianamente si ritrova ad affrontare, che vanno dal taglio dei trasferimenti, all’autonomia fiscale e alla crescita della domanda di servizi che proviene sia dagli immigrati che naturalmente da tutti i cittadini, costretti in prima persona a fare i conti con una Calabria allo stremo, con giovani che vanno via, aumento della disoccupazione, imprese ed attività commerciali che abbassano le serrande. Insomma poche risorse, tante richieste, tante aspettative che impongono ai primi cittadini parallelamente fantasia e rigore nella gestione delle risorse e nella valorizzazione massima di quelli che sono i giacimenti culturali, paesaggistici, insomma dei driver sviluppo, per costruire un rilancio economico della propria realtà e quindi del benessere dei suoi cittadini. Su questi aspetti si dovrebbe soffermare e accentuare la sussidiarietà tra i vari livelli Istituzionali e non altro, e questo indipendentemente dal colore politico o dall’appartenenza. Forme diverse, danno l’immagine di una Calabria dominata da una cultura di stampo feudale. La linea invece da noi sempre seguita è stata diversa. Sulla scorta di una ormai conclamata e vissuta esperienza di collaborazione tra il Consorzio di Bonifica e i sindaci, abbiamo registrato i bisogni, individuato le necessità e stabilito, sulla scorta delle competenze dell’Ente di Bonifica, gli interventi che si rendevano via via necessari ed indispensabili. Questo corroborato da accordi di programma che di fatto, allargandosi, stabilivano relazioni fiduciarie anche con i cittadini e consorziati che vivono all’interno di quella comunità. Tutti i sindaci (ben 56) del comprensorio del Consorzio hanno sempre dato il proprio sostegno con atti ufficiali e non con adesioni orali alle iniziative del Consorzio, a testimonianza dell’alto livello di capitale umano che devono salvaguardare e rispettare. Quando un sindaco si insedia anche sulla scorta di un sistema elettorale valido, forse il migliore esistente sempre la sua prima dichiarazione pubblica, quasi a guisa del Presidente della Repubblica, è quella di rappresentare tutti i cittadini, anche chi non lo ha votato. Un elemento non solo simbolico ma di grande significato politico proprio per rimarcare l’indipendenza nel servizio alle istituzioni e non essere tirato dalla giacca da qualcuno o da qualche lobby che potrebbe chiedere ubbidienza o il proprio tornaconto, oppure attratti con l’illusione di interventi milionari a pioggia.
E qui torniamo ad una Calabria di tipo feudale: il Re o l’Imperatore, l’uomo solo al comando attorniato da “consigliori” che, è voce unanime, sembra che spaccino per favori quelli che invece sono diritti delle varie Comunità e dei cittadini. Fosse vero tutto ciò, ritengo sia un’autentica vergogna, che rasenta quasi un’ipotesi di reato e che non è più concepibile nel terzo millennio. I cittadini “riconoscono” e ricompensano i bravi sindaci e la buona politica che attuano ma quella che va verso il benessere sociale ed economico piuttosto che verso il puro beneficio individuale o di appartenenza o partitica. Prove di forza di chicchessia al di fuori di un tale quadro istituzionale, significano favorire solo “profezie auto–realizzative” e contribuire a far saltare i cardini democratici.
Il vizietto del voler controllare tutto e del “do ut des” non è sicuramente una eccellente mossa strategica ma una prova di forza che accentua relazioni pericolose e non focalizza i veri bisogni delle persone che, questi si, sarebbero un grande punto di partenza. La forza dei sindaci è quella di sentirsi politici sotto controllo, questo peraltro scoraggia anche l’impegno di potenziali buoni amministratori- in Calabria ne abbiamo invece tanto bisogno – dall’entrare in politica riducendo così nel tempo la qualità degli amministratori locali. Occorre invece incoraggiare la buona amministrazione locale affinché ci sia efficienza nell’utilizzo delle risorse pubbliche. Questa diventa la vera questione morale e l’evidenza di una mission pubblica chiara dove vengono fuori le caratteristiche del sindaco in termini di qualità e quantità dei servizi offerti. Più chiaro di così!

*presidente Consorzio di bonifica Jonio Catanzarese





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