«I razzisti, le zecche e i (nostri) panni sporchi»

di Maurizio Alfano*

Era tutto ampiamente prevedibile. Il razzismo dei nostri giorni era già scritto nei comportamenti mutati. Bastava saper leggere ciò che eravamo diventati negli ultimi anni, nessuno escluso. Bastava guardare meglio fin dentro il nostro Dna, il più meticciato al mondo e vederlo soffrire per la retorica del sangue e della razza pura e per questo imprigionato fino a nuova sentenza. Bastava sentire le sue urla che arrivavano fin giù dalla Libia e accorgersi del sadismo dei suoi carcerieri, dell’indifferenza degli autoctoni e dell’insipienza dell’antirazzismo da tastiera. Un Dna che gronda sangue è contro natura, come quei genitori sopravvissuti ai figli annegati e dimenticati in fondo al Mediterraneo accanto a carcasse di navi piene di veleni, lì dove un tempo riposavano i Bronzi di Riace ora allontanati. Bastava osservare la degenerazione xenofoba che sfonda ogni limite morale partorendo azioni come cancelli di scuola saldati da genitori italiani per evitare che quel luogo, il luogo dell’incontro culturale e umano per antonomasia potesse ospitare per pochi giorni minori stranieri ha dimostrare come un demone autoctono si fosse già impossessato di noi. Un demone capace di scatenare proteste contro i migranti nei quartieri dove essi erano destinati, dove bruciare copertoni o innalzare barriere è ancora una volta lecito poiché fermare l’invasore è un dovere. Dove otto mamme africane impaurite con i loro bambini con gli occhi sprangati dal terrore, avvinghiati alle loro gambe vengono rifiutate, osteggiate e respinte da una comunità intera di padani che inneggia al nazionalismo. Ma chi sono questi che dovrebbero arrivare? Sono stranieri ecco perché ricorriamo alle canzoni ed ai miti della prima guerra mondiale: il Piave ad alta voce, questa volta, grida “non passa lo straniero”. Ma chi sono questi invasori, qualcuno continua a chiedere? Clandestini, prostitute, terroristi, criminali, spacciatori, ecco chi sono. Per questo è lecito difendersi preventivamente incendiando i luoghi destinati all’accoglienza, sabotando le forniture dei servizi essenziali, pestandoli a sangue, lasciando bombole di gas innescate in preda al panico per le nostre già scarse chances di sopravvivenza.
Io credo invece come diceva Pasolini, che arrivino su barche varate nei Regni della fame, e porteranno con sé i bambini, il pane e il formaggio. E ancora, le nonne e gli asini sulle triremi rubate ai porti coloniali. Come diceva chi? Ma si può parlare ancora di quel degenerato di Pasolini con tutti i rischi di contagio che corriamo a causa loro? Basta froci, basta clandestini, basta migranti, basta buonisti, sono, siete la fonte di ogni nostro male. Ma non sarebbero i clandestini al fisco quelli da stanare azienda per azienda, multinazionale per multinazionale e costringerli a pagare le loro evasioni finanziarie di centinaia di miliardi di euro all’anno anziché rastrellare questi poveri dannati? Dannati un cazzo! I dannati a soccombere per colpa loro siamo noi. Questi prendono 35 euro al giorno senza fare niente mentre noi (anzi voi) pagate le tasse. Ma quali 35 euro al giorno, sono appena 2 euro e cinquanta e sai quante scuole, ospedali, case popolari, occupazione maggiore potremmo avere se ogni patriota italiano osservasse di più la Costituzione pagando le tasse che deve e meno i confini territoriali disegnati dal sangue delle guerre passate? Ma tu sei proprio un eversivo, un disobbediente della malora, un buonista della m… capace di dire, per esempio, che possiamo sentirci tranquilli nonostante la moltitudine di questi corpi estranei che stuprano e uccidono le nostre donne, vero? Veramente ho letto che su 126 femminicidi 44 sono stati commessi da mariti, 22 da fidanzati ed ex fidanzati, 18 da amanti e da ex mariti, 15 da conoscenti, 10 da… e basta! Questa vostra necessità ossessiva di dovere analizzare sempre ogni cosa. I panni sporchi seppur di sangue si lavano in famiglia, in casa nostra, in Patria! Che poi questi numeri chissà da dove vengono. Hanno reso le nostre città insicure, non vedi, non vivi l’allarme sicurezza sulla tua pelle e perfino dentro di te per colpa di questo accerchiamento di clandestini? Ma non dovevamo avere paura delle mafie, della ‘ndrangheta? Ma che dici, quella è cosa nostra, è gente di casa nostra! E poi, quella è gente, anzi siamo gente d’onore. Se diciamo o paghi il pizzo o t’ammazziamo, stai sicuro che se non paghi t’ammazziamo. Siamo gente d’onore, capisci cos’è l’onore? E questi stranieri, questi invasori quale onore hanno? Lasciano le mogli, i figli, i genitori a morire di fame in Africa, così dicono, mentre loro vengono qua a fare la pacchia! Bei vestiti, il telefonino, le scarpe da ginnastica e voglia di lavorare un cazzo. Vermi, sono solo dei vermi senza patria né onore.
Sì ma sono esseri umani o bestie perché non capisco tutto quest’odio? Non è odio affermare il principio che prima ci sono gli italiani e tutti gli altri a casa loro. Basta, qui non c’è spazio per queste zecche e bene ha fatto qualcuno a chiamarli così riferendosi a quei mostriciattoli che pensano di mangiare alla nostra tavola e persino alla nostra stessa tavola, al nostro fianco, nei nostri asili nido. Viva Lodi, Lodi è da lodare, anzi lodi al Signore. Ma in fondo alla piazza qualcuno insiste, dunque sono animali, e ditelo… Ora ho finalmente capito sono zecche altrimenti non mi spiegavo tutto questo odio. Ma anche fossero animali, grida un’animalista facendosi avanti, cosa avrebbero fatto per meritare questo odio o per essere perseguitati quasi come fossero dei migranti? Quelli sì che sono delle bestie da schiacciare come fossero zecche. Io sono persuaso dello scrivere di Isidore Ducasse invece che sosteneva proprio nel suo unico capolavoro che due son gli esseri viventi capaci di sopravvivere in ogni parte del mondo e in ogni habitat. Questi sono l’uomo e le zecche e io spero possano continuare a vivere in pace tra loro senza reciprocamente schiacciarsi.

*Ricercatore e studioso di fenomeni migratori







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