«Decreto Pillon: si tutelano gli adulti a scapito dei minori»

di Mariateresa Fragomeni*

Esprimo viva preoccupazione dato che, già da una prima lettura del testo, si evince che il decreto in discussione è fortemente orientato a tutelare gli interessi degli adulti a discapito di quelli dei minori. Il concetto di bigenitorialità perfetta, che mira a dividere equamente il tempo che i figli trascorrono coi genitori separati, prevedendo che siano proprio i figli a spostarsi da una casa all’altra, è frutto di un ragionamento astratto che ignora il diritto dei minori alla stabilità, alla continuità ed alla protezione. Altrettanto discutibile è l’obbligo della mediazione familiare per i genitori con prole che vogliano separarsi: appare un paradosso, ad esempio, che una coppia altamente conflittuale (o dove vi siano casi di violenza e maltrattamenti) possa avviare un percorso di mediazione. La stessa mediazione obbligatoria, quindi, avrebbe dei costi che coppie in difficoltà economiche non potrebbero sostenere con probabile, conseguente rinuncia alla separazione da parte di uno dei coniugi che, ipotizziamo, in un contesto violento, continuerebbe a subire una condizione di maltrattamenti e soprusi. Inoltre l’art. 17 del Ddl 735 richiama senza mezzi termini il principio dell’alienazione parentale in virtù del quale un genitore maltrattante potrebbe imputare all’altro di aver perpetrato false accuse di violenza nei suoi confronti e quindi di aver manipolato psichicamente il figlio con lo scopo di allontanarlo. Non solo: il coniuge accusato di manipolazione potrebbe essere condannato ad un risarcimento danni. Si creerebbe così una situazione rischiosa, in cui la paura di vedere sottratti i propri figli potrebbe disincentivare le già esigue denunce per maltrattamenti e violenza domestica. Insomma, si tratta di un decreto iniquo e censurabile, anche laddove mira all’eliminazione dell’assegno di mantenimento e che ignora l’oggettiva vulnerabilità economica e sociale del soggetto più debole della coppia. Pertanto ritengo giusto aderire alla mobilitazione nazionale, promossa dalla Rete dei Centri Antiviolenza e dalle diverse realtà associazionistiche, contro il decreto Pillon, a partire da giorno 10 nelle piazze calabresi. Facciamolo tutti.

*Assessore regionale al Bilancio e alle Politiche del personale





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