«Caro amico (che sei in alto mare) ti scrivo»

di Maurizio Alfano*

Caro amico ti scrivo, così mi distraggo un po’, e siccome sei ancora in alto mare una rotta disegnerò. Da quando dall’Africa sei partito c’è una brutta novità, i porti sicuri sono stati depennati e per questo uno grande sulla carta per te né costruirò. Sarà un porto sicuro dove arrivare tutto l’anno, dove i migranti potranno attraccare senza paura di uscire la sera compreso quando è festa, e anche se qualcuno ha messo i sacchi di sabbia alle finestre per paura dei migranti da scacciare, io continuerò a disegnare anche per chi ha poco, nel tempo che gli rimane.
Ma la televisione ha detto (caro amico mio) che il nuovo anno porterà una trasformazione e i migranti non saranno più una maledizione poiché oltre mare li fermeranno e tutti quanti la loro scacciata stanno già aspettando. Con il reddito di cittadinanza sarà poi tre volte Natale e festa tutto l’anno, e ogni Cristo che scenderà dalla croce farà posto a un migrante da inchiodare e impauriti gli uccelli mai più torneranno.
Non ci sarà da mangiare per milioni di uomini tutto l’anno e per questo non potranno reclamare e se tenteranno di nuotare per qui arrivare, anche i muti potranno denunciarli, mentre i sordi (alle grida dei uomini e delle donne in Libia torturate) già lo fanno.
Senza grandi disturbi la protezione umanitaria sparirà e non saranno i troppi furbi a perire per colpa dei cretini al governo di ogni età, ma l’intera umanità.
Vedi caro amico, cosa ti scrivo e ti dico, e come sono scontento di essere qui a vedere tutto ciò in questo momento e cosa bisogna inventarsi, disegnare una rotta e un porto sicuro per continuare a sperare e se quest’anno passasse in un istante, vorrei tutti i migranti da questa parte portare e che in quell’istante ci fossi anch’io.
L’anno che sta arrivando tra un anno passerà, ma nel frattempo ogni diritto massacrerà, io alla lotta mi sto preparando e questa non è la novità. Per tutti gli uomini, donne e bambini migranti in balia delle onde tra l’anno vecchio e quello che verrà vagando e non navigando tra Lampedusa e Malta proprio in questo momento spero possa presto passare senza danni questo inizio d’anno e che la nostra trasformazione sia una maggiore indignazione contro gli scafisti di Stato che negano un approdo nonostante il mare in tempesta mentre loro fanno festa. Da undici giorni ci sono migranti lasciati alla deriva delle nostre coscienze pronte, di contro, a festeggiare in nome della sovranità nazionale che persegue il male mostrando ridicoli muscoli contro chi è incolpevole e vittima di tratta e di trattati firmati da nostrani carcerieri abili nel mentire e nel loro dire.

*Ricercatore e studioso dei fenomeni migratori





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