«All’Asp di Cosenza contenzioso da un miliardo»

di Sergio Tempo*

Il vaso di Pandora scoperchiato dall’on. Guccione nei giorni scorsi, in merito all’allarmante situazione debitoria ed al contenzioso dell’Asp di Cosenza, è purtroppo cronaca di una morte annunciata. L’abnorme ammontare del contenzioso portato a conoscenza dei cittadini calabresi, a mezzo stampa, è in realtà, quanto fatto emergere dal Collegio Sindacale dell’ultimo triennio da me presieduto fino al 30 novembre 2018 e, quanto comunicato con note ufficiali agli Organi competenti (Dipartimento Tutela della Salute della Regione Calabria, Strutture Commissariale), e portato anche a conoscenza della politica ai massimi livelli regionali; quindi tutti erano perfettamente consapevoli della drammatica situazione in cui versa l’Asp di Cosenza.
Ognuno dei protagonisti però recitava un ruolo, chi preferiva fare il Don Chisciotte imbattendosi in furibonde battaglie contro i mulini a vento nei palinsesti della Rai, chi preferiva il ruolo della vittima in una sceneggiata tragicomica napoletana, promettendo incatenamenti a non ben identificati cancelli romani. Mentre la sanità calabrese precipitava in un baratro dal punto di vista economico, amministrativo e contabile, a scapito quindi dei calabresi e del loro sacrosanto diritto alla salute.
I dati riportati però, pur nella loro drammaticità, non riescono a dare l’esatto quadro disastroso in cui versa l’Asp di Cosenza. Nel triennio, il Collegio, con solerzia e professionalità, ha potuto verificare che l’importo complessivo del contenzioso esistente al 31 dicembre 2016 supera il miliardo di euro. Un importo che l’Asp, nonostante i ripetuti solleciti, ha omesso di comunicare, sottraendosi quindi ad un suo preciso obbligo di legge.
Ad aggravare la situazione, accanto a tale astronomico contenzioso presente al 31 dicembre 2016, è l’inadeguatezza del Fondo rischi, che risulta pari ad appena 9 milioni di euro, e la percentuale di soccombenza dell’Asp che supera abbondantemente il 50%.
È evidente quindi, che il Fondo rischi è del tutto inadeguato rispetto all’ammontare complessivo del contenzioso ed alla percentuale di soccombenza. Ed inoltre l’eventuale tentativo di adeguamento, in ossequio a quanto prevedono i principi contabili, primo fra tutti la veridicità dei dati, genererebbe una perdita di circa mezzo miliardo di euro. Un colossale deficit che come membri del Collegio Sindacale ci siamo responsabilmente premuniti di notificare agli Organi di controllo esterni (Corte dei Conti – Mef). Credo che le verifiche non tarderanno ad arrivare.
Tra i numerosi rilievi, anche l’esistenza in bilancio di crediti sopravvalutati, risalenti ed inesigibili (oltre 30-40 milioni, stralciarli significherebbe ulteriore perdita); la mancanza di inventari (non si ha contezza dei beni mobili ed immobili di proprietà) con inevitabili ripercussioni contabili anche di tipo economico; la presenza massiccia di pignoramenti notificati all’istituto tesoriere, che espone l’Asp di remunerare più volte lo stesso debito; il sistematico ricorso ad anticipazione del Tesoriere; gli ingenti debiti a cui l’Azienda non riesce a far fronte; le somme di denaro pagate dal Tesoriere senza emissione dei relativi mandati da parte dell’Asp e senza farli transitare in contabilità (si registra un buco di circa 40 milioni di euro). Quanto evidenziato, ed è solo un dato parziale, denota gravissimi squilibri di bilancio, in grado di provocare, a breve-medio tempo il “dissesto finanziario” paralizzando definitivamente l’intero Servizio sanitario regionale calabrese.
Numeri da capogiro che corrispondono ad una gestione irresponsabile del denaro pubblico a danno della salute dei calabresi.
Il commissario Cotticelli, a cui va il mio personale augurio di buon lavoro, ed anche la mia completa disponibilità a conferire, qualora lo ritenesse opportuno, dovrà inevitabilmente partire da queste denunce per tentare di arrivare a risanare la sanità calabrese. La garanzia dei Lea passa anche e soprattutto dai “numeri” dei bilanci. E quando questi non corrispondono al vero e, addirittura sfiorano l’illegalità, l’individuazione dei responsabili ed il loro allontanamento dalla gestione del denaro pubblico, dovrebbe essere il primo passo della nuova gestione.

*Già presidente del Collegio Sindacale dell’Asp di Cosenza





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