«Autonomia, votare Lega è un suicidio»

di Domenico Bevacqua*

Se qualcuno avesse avuto ancora dei dubbi sulle vere ragioni per cui la Lega spinge per il regionalismo differenziato, l’intervista rilasciata oggi dal governatore della Lombardia, Attilio Fontana, li ha fugati tutti. Affermando che si tratta della riforma su cui i governatori del nord hanno messo la faccia, che si tratta di una questione fondante del contratto di governo, Fontana ammette due cose ben precise che vado dicendo da tempo: la prima è che gli interessi e i vantaggi sottesi alla questione sono tutti a favore di una sola parte del Paese; la seconda è che il M5s rischia di sottostare al ricatto della Lega, pur di tenere in piedi il Governo.
I cittadini delle regioni meridionali devono essere messi al corrente del progetto di distruzione dell’unità nazionale che si sta silenziosamente portando avanti.  Il tono sprezzante usato dal governatore della Lombardia verso il Sud, paragonandolo a un figlio un po’ ciuccio (testuali parole) che vuole vivere di rendita e di assunzioni di forestali, manifesta in maniera evidente il disegno di una Lega che ama definirsi “nazionale” solo per prendere i voti anche al meridione, ma non ha mai cambiato idea sui meridionali. Se passa il progetto autonomista proposto da Veneto e Lombardia, verrà azzerato ogni principio di solidarietà e perequazione fra le Regioni e quelle del Sud verranno abbandonate a un destino di serie B o, più probabilmente, di serie C. La mobilitazione interistituzionale che abbiamo avviato insieme ai consiglieri di Calabria, Campania, Puglia, Molise e Basilicata, è diretta esattamente a scongiurare questo ennesimo furto del futuro dei nostri giovani e della nostra terra e avrà inizio con una mozione comune che verrà approvata da ciascuno dei rispettivi Consigli regionali.  
Noi non ci fermeremo ma i nostri concittadini devono sapere che votare Lega vuol dire accettare supinamente il proprio suicido. Alla seduta di Consiglio regionale del prossimo 30 gennaio, proporrò di aprire un tavolo con tutte le forze politiche, sociali ed economiche calabresi, al fine di avviare una mobilitazione popolare contro questa ipotesi scellerata di secessione mascherata.

*consigliere regionale del Pd





Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto