«La “Grande città dell’Istmo” per il rilancio della Calabria»

di Franco Scrima*

Ritorna d’attualità il progetto della “Grande Città dell’Istmo”. A rendere attuale la proposta della conurbazione di Catanzaro con Lamezia Terme ed i paesi che sorgono lungo la “Strada dei due mari” è un’associazione di cittadini costituita a Lamezia Terme. A Catanzaro si sta discutendo con diversi soggetti allo scopo di riprendere l’antica idea partorita circa 50 anni fa nel grembo dell’allora partito della Democrazia cristiana, ma naufragata sotto la spinta di interessi campanilistici che riuscirono a bruciare il progetto sia al suo nascere che tutte le volte (e sono state tante!) che è stato riproposto.
A Lamezia Terme l’idea della conurbazione tra le due città per formarne la più grande della Calabria è di un gruppo di giovani professionisti, imprenditori e studenti universitari che ha costituito l’associazione “Viva Lamezia” di cui è presidente l’avvocato Armando Chirumbolo.
A Catanzaro l’iniziativa interessa, al momento, un gruppo di professionisti, imprenditori e cittadini che si sono riuniti ed hanno discusso con riguardo al territorio e al suo mancato sviluppo. È nata appunto da tali presupposti la considerazione e l’ interesse verso l’associazione “Viva Lamezia” che ha già fatto sapere che intende avviare contatti con altre realtà, sollecitate dall’ interesse comune di vedere realizzato il grande progetto di unificare le due città, entrambe ricche di cultura, storia e tradizioni. Accomunati, nonostante le apparenze, dal desiderio di ritrovarsi in un progetto di grande interesse sociale e di sicuro futuro per un’area che può dare lustro a tutta la zona, alla sua energia latente e vigore all’economia di una realtà baricentrica per la regione. Un’area geografica che abbraccia due mari e dispone di un grande aeroporto riconosciuto “strategico” per l’intera area del Mediterraneo e dall’essere capoluogo di regione.
Il progetto di unificare Catanzaro e Lamezia Terme inglobando i comuni intermedi, come si diceva, non è nuovo. Risale a diversi decenni fa ed è sempre naufragato per aspetti marginali che hanno, però, avuto un peso nello “scontro” tra i personaggi che se ne sono occupati nel tempo, probabilmente per una errata cultura di concepire la politica: più come strumento di interesse localistico che generale. Ciò, ineluttabilmente, è stato negativo per ogni tentativo di realizzare la grande città che oggi avrebbe potuto contare su oltre 180 mila abitanti.
Numeri a parte, l’idea dell’Area metropolitana Catanzaro-Lamezia Terme è rimasto nel tempo e nell’opinione pubblica più avveduta, come un progetto indispensabile. E oggi esso si rafforza per non rimanere schiacciati dall’area metropolitana Cosenza-Rende e dalla città di Reggio Calabria assurta, come è noto, a città metropolitana. Per farlo bisogna superare le logiche localistiche e pensare ad un progetto comune che includa, come si è detto, l’unione dei due territori con una “metropolitana di superficie” (peraltro contenuta nei piani strategici di Catanzaro) che unisca il polo direzionale di Germaneto (sede della Regione e dell’ Università che vanta un grande e funzionale Policlinico, unico in Calabria) all’aeroporto internazionale e alla stazione ferroviaria di Lamezia Terme.
La nuova grande città, come si diceva, consentirebbe di dare corpo al più grande Comune calabrese che si estenderebbe tra il Mare Jonio e il Tirreno nella sua parte più stretta del territorio calabrese (circa 40 chilometri) un tempo verosimilmente percorso da un corso d’acqua navigabile. Ciò darebbe vita ad una comunità etnica di grande importanza, suscettibile di migliorie e di sviluppo, che coinvolgerebbe i piccoli comuni, finora appartati e lontani da ogni progetto innovativo, i quali otterrebbero benefici a cominciare dai servizi pubblici e per l’economia dei loro territori.
L’unificazione in un solo, grande, comune porterebbe benefici a tutto il territorio interessato e produrrebbe un migliore tenore di vita per gli abitanti e per le attività commerciali destinate, in quel caso, a moltiplicarsi e diventare anche centri di smistamento delle merci potendo sfruttare, come si è detto, la posizione tra i due Mari. Anche l’aeroporto internazionale di Lamezia ne trarrebbe vantaggi e andrebbe arricchito di ulteriori servizi. Tutto ciò sarebbe complementare non solo alla zona industriale posta nel cuore della nuova realtà, ma alla Calabria tutta.

*giornalista







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