«Il bluff di Oliverio sui fondi Ue»

di Claudio Parente*

Il modo in cui sono stati e continuano ad essere gestiti i fondi comunitari in Calabria rappresenta l’ennesima comprova di una politica portata avanti dell’esecutivo Oliverio improntata su annunci piuttosto che su reali strategie di sviluppo. Con l’aggravante della poca trasparenza. Ne è esempio una prassi che si riscontra nella lettura dei documenti inerenti la Programmazione operativa regionale 2014-2020. È riscontrabile, solo per citarne un caso, in diverse azioni previste dal Por la dicitura “In attuazione” senza specificare la fase in cui realmente si trovano. Considerato che tante di queste azioni non sono nemmeno avviate, nei documenti ufficiali ci si fregia delle percentuali di spesa impegnata, rispetto alla dotazione dell’asse.
Per cui, per estrapolare un quadro attendibile, dovremmo considerare solo i valori della spesa certificata anche se resta difficile comprendere come in una realtà come quella dei fondi europei – dove la trasparenza e l’informazione rappresentano da anni punti di forza della Commissione di Bruxelles – in Calabria le notizie sono riservate. Forse un modo questo – il dubbio è lecito – per evitare spiacevoli sorprese nello scoprire che la realtà dei fatti è molto distante dalle roboanti dichiarazioni del presidente Oliverio ogni volta che si è parlato di fondi europei. Ma l’elenco delle anomalie in materia di programmazione è lungo.
Molti avvisi pubblici con graduatorie già realizzate, per citare un altro esempio del “modello Oliverio”, non sono riusciti a spendere tutte le risorse impegnate senza considerare tutte quelle opere sulla carta in itinere su cui indaga la magistratura.
Anche in materia di attuazione del Programma i dubbi sullo stato dell’arte sono diversi. Ad iniziare dal dato comunicato in Consiglio regionale che vorrebbe la spesa certificata al 31.12.2018 a 420 milioni. I dubbi derivano alla luce dell’indiscrezione arrivate da Bruxelles che avrebbero sollevato diverse obiezioni su irregolarità e anomalie sulle spese effettuate e richieste dalla Regione per ottenere la domanda di pagamento. Anomalie che se confermate aprirebbero una procedura che comporterebbe il blocco dei pagamenti alla Regione a valere sui fondi del Programma operativo regionale della Calabria.
Mentre prendendo in considerazione lo stato di attuazione al 31 ottobre 2018 emerge che le risorse programmate sul Fers risultano essere pari a 2.039,84 milioni di euro: impegnate per 390,87 milioni con pagamenti pari a 125,68 milioni per cui il rapporto percentuale tra impegni e risorse programmate è del 19,16% con una percentuale di pagamento del 6,16%. Mentre sul Fondo sociale europeo – a fronte di risorse programmate per 339,12 milioni di euro – gli impegni sono stati pari a 8,39 milioni, i pagamenti a 4,28 milioni, con uno stato di avanzamento del 2,48% ed una percentuale di pagamento rispetto alle risorse programmate dell’1,26%.
Dunque la somma complessiva del Por porta ad una percentuale dello stato di avanzamento del 16,78% rispetto ad una percentuale di pagamento del 5,46%. Numeri reali fotografati dall’Ispettorato generale per i rapporti finanziari con l’unione europea (Igrue) nell’ambito del dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato-Ministero dell’Economia e delle Finanze.
E poi c’è il capitolo della fase di attuazione delle attività programmate con i Fondi Comunitari. Qui la Regione Calabria ha ricevuto svariati richiami da parte della Comunità europea sia per i ritardi iniziali della fase di programmazione delle attività, assegnazione delle risorse e designazione delle tre Autorità: di Gestione, di Certificazione e di Audit, che nella definizione dei sistemi di gestione e controllo.
Così come richiami sono avvenuti per le marcate carenze organizzative nella individuazione dei revisori esterni per l’effettuazione delle attività di controllo di I livello sulle operazioni finanziate dai Fondi Comunitari quali ad esempio l’indizione-sospensione e riattivazione della procedura che di fatto ha rallentato ogni operazione per circa 24 mesi.
Ritardi che hanno comportato l’avvio di un altro sistema del “modello Oliverio” per evitare il disimpegno dei fondi. Infatti per conseguire il target di spesa al 31.12.2018 – previsto come obbligatorio della Commissione europea (la cosiddetta regola n+3) – ed evitare il disimpegno automatico delle risorse, la Regione Calabria ha provveduto a certificare già dai primi mesi del 2018, tutta una serie di progetti considerati “coerenti” con i dettami programmatici del Por, ma mai inseriti in fase iniziale di programmazione e per la cui realizzazione erano state stanziate altre risorse. Ad esempio sul Fesr sono stati certificati progetti attinenti alle Rfi per tratte di linee ferroviarie già realizzate o in corso di realizzazione in Calabria già finanziate con altre risorse come alcuni progetti realizzati dal Commissario per il dissesto idrogeologico oppure progetti in continuità con la vecchia programmazione 2007/2013 da completare con le nuove risorse del Fse, come nel caso delle risorse erogate ad Anpal per tirocini già finanziati.
Quindi, come si vede, per evitare il disimpegno automatico delle risorse non c’è stato alcun impegno o merito particolare di questo governo regionale, ma solo una trasposizione di progetti già finanziati. Un altro aspetto che dimostra la palese incapacità di programmazione e realizzazione di interventi finanziabili con il Por. Incapacità di cui si sono accorti tutti, figuriamoci i funzionari della Commissione europea quando hanno visto che la Regione Calabria, su circa 200 progetti a livello nazionale, ha presentato progetti cosiddetti “coerenti” per oltre la metà. Un modo esclusivamente teso ad aggirare l’impossibilità manifesta di raggiungere i target di spesa.
La conseguenza è stata quella di assegnare la categoria 3 (che vuol dire che il sistema funziona male e necessita di significativi miglioramenti) a tutte e tre le Autorità del Programma operativo regionale 2014-2020 (Autorità di Gestione, Autorità di Controllo, Audit).
Considerato che mancano pochi mesi alla fine della legislatura questi significati miglioramenti quando dovrebbero verificarsi? Quali altri stratagemmi si intendono mettere in campo per far recuperare il tempo perduto?
Dopo i disastri provocati nel settore socio assistenziale, di fatto ancora paralizzato per i ritardi conseguenti agli atti adottati dalla Giunta regionale finalizzati alla riorganizzazione del sistema integrato dei servizi e delle politiche sociali regionali in attuazione della Legge 23/2003, bocciati dai Giudici amministrativi. Dopo lo scontro istituzionale con il Commissario per il Piano di rientro del debito sanitario e la nomina di manager nelle Aziende sanitarie talmente incapaci da portare il sistema sanitario e socio-sanitario in una condizione mai registrata nella storia del regionalismo calabrese, per come ogni giorno viene denunciato dagli organi di stampa regionali e nazionali. Oggi registriamo che, a pochi mesi dalla fine della legislatura, abbiamo una spesa certificata sui Por 2014/2020 del 5,46%.
Pertanto, chiediamo al presidente Oliverio: cosa altro deve succedere per prendere atto della palese incapacità di governare e quindi restituire al popolo calabrese la possibilità di tornare prima possibile alle urne, in modo da consentire ad un nuovo governo di rimediare ai disastri provocati in quasi 5 anni di malgoverno della Regione?

*capogruppo Forza Italia in Consiglio regionale





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