«Verità e fuffa sul nuovo ospedale unico»

di Filippo Maria Larussa*

Il peggior sordo non vuol sentire. L’antico adagio si adatta alle dichiarazioni, e alle (ingenue?) aspettative sull’integrazione del San Giovanni Paolo II nella costituenda, salvo quasi certa impugnativa del Consiglio dei ministri della legge regionale testé approvata, mega Azienda ospedaliera della “Città capoluogo di Regione” (come enfaticamente sottolineato nel titolo dell’articolato).
Ove non fossero bastate le più o meno entusiastiche dichiarazioni di Abramo, Bova, Ciconte, Esposito, Mirabello, Parente, Tallini e decine di altri folgorati sulla via di… Germaneto, che per brevità non cito, in nessuna delle quali viene fatto, nemmeno per sbaglio, cenno al nosocomio lametino (naturalmente escluso il consigliere regionale Scalzo…),se mai vi era dubbio alcuno, le odierne parole del direttore del dipartimento Tutela della Salute della Regione lo fugano. Da esperto conoscitore di norme e circostanze, il dottore Antonio Belcastro (figura non certo marginale nella definizione dell’iter) rassicura utenti e operatori sui vantaggi, senza penalizzazioni, che sortiranno dalla integrazione dei due ospedali.
Due, appunto, non tre.
E giusto per smontare le tante fake (consapevolmente?) circolanti, siamo curiosi di sapere in quale bozza di protocollo d’intesa tra rettore e commissario erano ricompresi alcuni reparti ed Unità operative dell’Asp di Catanzaro (quindi non necessariamente di Lamezia Terme ), come oggi appreso dalla stampa.
Premesso che questa bozza ha ormai valore puramente aneddotico, essendo cessati dalle rispettive cariche pro-tempore ricoperte Quattrone e Scura, e tralasciando che, come al solito, la bozza è stata “secretata”, per la nota smisurata auto referenzialità dell’ingegnere ex commissario, ai soggetti Istituzionali, la copia informalmente avuta in visione non ne recava traccia alcuna. E potremmo dimostrarlo per tabulas, sia pure ufficiose.
I fatti sono cocciuti, e, ad oggi, oltre alla legge, di ufficiale vi è solo il Dca 30/16 (gestione Scura), non revocato, ergo vigente, che a regime assegna alla mega Azienda ospedaliera di Catanzaro, allora dedicata al compianto professoere Dulbecco, 72 strutture complesse, dalle 96 sommatoria di quelle sulla carta esistenti al Pugliese e al Materdomini.
Il resto è fuffa.

*segretario regionale Anaao-Assomed (e medico dell’Ospedale di Lamezia da 31 anni)







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