«Perché tanti attacchi a Fincalabra?»

di Carmelo Salvino*

Alcune volte il mondo sembra un teatro in cui ognuno si diverte a interpretare il suo ruolo con la maschera sul naso. Allo stesso modo, anche un comunicato stampa, alle volte, può evocare l’ironia carnevalesca di fatti romanzati che non rispecchiano, neanche lontanamente, la realtà.
È il caso della nota stampa a firma di First/Cisl, Fisac/Cgil, Uilca/Uil, di cui non si comprendono le motivazioni ma, cosa più grave, non veritiera. Ancor prima di affrontare la questione e, con l’intento di tutelare la credibilità della società, bisogna innanzitutto porsi una domanda: dov’erano i rappresentanti dei lavoratori durante i ripetuti attacchi e le calunnie che Fincalabra SpA sta subendo da diversi mesi? E, soprattutto, qual è la loro posizione?
I più si sarebbero aspettati una risposta a difesa della Finanziaria, anche perchè gli ultimi pretestuosi e calunniosi attacchi, apparsi di recente su alcuni giornali online, recano la firma di anonimi dipendenti di Fincalabra SpA. I sindacati hanno verificato se i dipendenti firmatari della lettera siano loro iscritti? Questa Governance è puntualmente impegnata nel tutelare la credibilità dell’azienda e proprio per queste ragioni ha già da tempo esposto denuncia alle autorità competenti ed è in attesa che le indagini facciano il loro corso. Tutelare la Finanziaria Regionale significa contribuire al supporto e alla crescita del sistema imprenditoriale calabrese. L’azienda, infatti, è impegnata insieme al Socio Unico, in un’opera di risanamento e rilancio della società per continuare nella sua mission, tutelando allo stesso tempo i livelli occupazionali.
Per svolgere il proprio ruolo, Fincalabra ha bisogno di una macchina organizzativa efficiente, snella, priva di sprechi e opportunamente normata. La trattativa intrapresa riguarda la riformulazione di alcuni istituti di Secondo livello, da tempo scaduti, tesi a recuperare sacche di inefficienza, assenteismo e contenimenti di alcuni costi, senza intaccare minimamente i diritti dei lavoratori e i livelli occupazionali. Un esempio? Rivedere l’istituto del rimborso delle missioni.
L’accordo di Secondo livello, finora vigente, la cui paternità è da imputare alla vecchia Governance (quella della finanza creativa, per intenderci, cioè degli investimenti Widiba, oggetto di condanna da parte della Corte dei Conti), prevede, ad esempio, un rimborso spese che può arrivare fino a 130 euro giornaliere, per un lavoratore che dalla sede di Montalto Uffugo si reca alla sede di Catanzaro.
La proposta riguarda inoltre: la razionalizzazione dei permessi retribuiti allo scopo di aumentare le ore lavorate e, di conseguenza, accrescere le ore vendibili alla committenza; la disciplina delle malattie autocertificate da parte dei dipendenti, che oggi vengono godute in numero di 12 giorni all’anno per le lavoratrici e in numero di 6 giornate per i dipendenti di sesso maschile; infine, una diversa articolazione dell’orario di lavoro, tesa al miglioramento della produttiva aziendale e, di conseguenza, alla riduzione delle sacche di assenteismo.
Questi sono i temi discussi al tavolo del negoziato: lasciamo ai lettori e, soprattutto ai tanti giovani in cerca di lavoro nella propria terra, ogni utile valutazione. Purtroppo, il tempo delle vacche grasse e di Pantalone che poi paga, è finito. Fincalabra SpA è una società che non vive di contributi a fondo perduto, ma di commesse che devono fornire i necessari ricavi per la chiusura in pareggio dei bilanci. Il lavoro e i livelli occupazionali vanno difesi anche con il contribuito responsabile degli stessi lavoratori e dei loro rappresentanti. Tutto questo richiede un forte equilibrio e un grande senso di responsabilità da parte di tutti.

*presidente del cda di Fincalabra







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