«La norma sui vitalizi va nella direzione di quella nazionale»

di Giuseppe Giudiceandrea*

Di seguito la lettera che il consigliere regionale Giuseppe Giudiceandrea ha inviato al Corriere della Calabria in seguito alla pubblicazione del servizio “Vitalizi: il solito bluff, ma l’accordo nazionale rovina il piano della politica calabrese”.

Gentile redazione,
Con il più assoluto rispetto per il vostro lavoro, vorrei riuscire a meglio spiegare gli effetti che porterà la legge che mi vede come primo firmatario insieme al collega Orlandino Greco e di cui oggi ti sei occupato sul Corriere della Calabria.
Il provvedimento della Conferenza Stato-Regioni approvato ieri, pone le basi affinché si scriva la parola fine alla discussione sui vitalizi (intesi come somma di danaro mensile percepita a qualsiasi età dal giorno successivo alla cessazione dalla carica, calcolata sul valore dell’ultimo stipendio percepito e perciò intesi come un privilegio odioso ed ingiustificato), sostituendoli con una somma di danaro certamente inferiore, calcolata in base ai contributi versati dal consigliere regionale durante la propria attività politica.
I due anni di lavoro che ho personalmente dedicato, fra le altre cose, anche a questa proposta di legge, li conoscete bene e meglio di chiunque altro, perché siete stati fra i primi a seguirla e a contribuire anche con osservazioni legittime ed intelligenti, a migliorarla e renderla davvero applicabile.
Ed allora non può sfuggirvi che la normativa approvata dalla Conferenza Stato-Regioni nella sostanza ribadisce i concetti base da sempre proposti dal sottoscritto e per vero avversati con le più disparate motivazioni da alcuni consiglieri ed ex consiglieri. Di fatto nella mia proposta, come in quella della Conferenza Stato-Regioni, il vitalizio viene ridotto attraverso il calcolo contributivo, riducendone in quota percentuale la reale portata, seguendo le indicazioni dell’allora presidente dell’Inps Tito Boeri.
Se così non avessimo fatto (io o la conferenza) i vitalizi degli ex consiglieri si sarebbero ridotti fino al 70%, e ciò, come vi è noto, sarebbe stato contro la Costituzione trattandosi di diritti acquisiti (con ciò che ne sarebbe derivato in tema di ricorsi e controricorsi come per la legge Fico alla Camera).
Ciò cui voi giustamente fate riferimento (ovvero il calcolo a scaglioni d’età per gli ex consiglieri) è solo un’ulteriore aggiunta prevista e richiesta, pensate un po’, dall’associazione ex consiglieri, con la quale si prevede un’ulteriore riduzione del contributo ricalcolato col metodo contributivo, in base all’età in cui il vitalizio si è cominciato a percepirlo. Per capirci: se un ex consigliere è cessato dalla carica a 50 anni, subirà un’ulteriore riduzione del vitalizio, rispetto all’ex consigliere cessato a 70 anni, perché il primo ha legittime aspettative di vita maggiori rispetto al secondo, e percepirà questo contributo, ripeto già ricalcolato e ridotto col contributivo, per un numero di anni maggiore rispetto al secondo.
In conclusione non posso che ribadire che la normativa approvata dalla Conferenza Stato-Regioni e la legge approvata in commissione in Calabria vanno nella stessa direzione.
Spetterà ora al Consiglio adattare la norma mia e di Orlandino alle percentuali specifiche di riduzione adottate dalla Conferenza, in modo che non ci siano disparità di trattamento fra le varie Regioni, ed eliminare (se lo riterremo) l’ulteriore riduzione a scaglioni in base all’età di cui ho detto sopra.
Un’ultima precisazione: la mia legge nulla prevede in ordine alla contribuzione degli attuali e futuri consiglieri, tema affidato alla norma a firma dell’on. Ennio Morrone. Anche in questo campo però la Conferenza ha dato ragione a quanto da me da tempo sostenuto, ovvero che sia necessario e doveroso che anche i consiglieri regionali versino mensilmente all’Inps i propri contributi previdenziali, percependo poi a 67 anni, come tutti i dipendenti statali o privati, una pensione che sarà commisurata ai contributi versati. Io ho 23 anni di contributi di avvocato, unirò’ i cinque anni di contributi di consigliere realmente versati e potrò andare in pensione, circa 14 anni dopo questa avventura, a 67 anni come tutti e senza privilegi in “tenera età’” più per nessuno.
Chiedo scusa se vi ho portato via tempo, ma ritengo giusto fare chiarezza su una battaglia che sto portando avanti ormai da diversi anni, spesso in solitaria, ma sempre con la certezza che alla fine non avremmo potuto che fare la cosa giusta.

*Consigliere regionale





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