«Il Governo snobba i calabresi»

di Franco Scrima*

La Calabria è come se fosse stata presa per i fondelli. Il Governo ha finto di non sapere che il capoluogo di regione è Catanzaro e si è recato a Reggio Calabria per tenere una riunione del Consiglio dei Ministri. Altrettanto irrituale è che anche il presidente della Regione non sia stato invitato a partecipare. E dire che era la prima volta che il Governo aveva deciso di riunirsi in questa regione per affrontare i problemi della Sanità pubblica che, a detta dello stesso Ministro, necessita di interventi urgenti. A Reggio Calabria, infatti, è stato varato un decreto che prevede poteri speciali per questa regione.
Adesso si aspettano le motivazioni e le eventuali scuse del Capo del Governo per avere esautorato la sede naturale del capoluogo che è e resta Catanzaro, scegliendo per la visita la sede della prefettura di Reggio Calabria nonostante tale incongruenza fosse stata fatta notare per tempo allorché era balenata l’ipotesi di una visita del governo in Calabria.
Simile ad un depistaggio tecnico protrattosi per alcune settimane, era stato dato per certo che il Consiglio dei Ministri si sarebbe tenuto a Gioia Tauro. Questa notizia è stata accolta favorevolmente dai calabresi perché si è pensato che fosse un gesto perché il Governo potesse con l’occasione commemorare le vittime dell’incendio nella baraccopoli di San Ferdinando nel quale sono morti alcuni extracomunitari, come semplicisticamente vengono chiamati i tanti esseri umani di colore che fuggono dalla miseria a rischio della propria vita.
Purtroppo il sospetto è che si sia trattato di una inqualificabile finzione, sia da parte di chi l’ha ideata e sia da parte di chi l’ha accettata. La verità è che Reggio Calabria era ed è rimasta sempre la sede concordata per ospitare il Consiglio dei Ministri! Sarebbe stato meno doloroso, sul piano dei rapporti istituzionali, ammetterlo. A Meno che non si fosse trovata una qualsiasi motivazione sin da subito piuttosto che continuare ad agire in un modo discutibile, apparso surrettizio, spostando il luogo della riunione a Gioia Tauro per poi riportarlo a Reggio Calabria sul presupposto che la Città della Piana “non avesse locali istituzionali adatti all’evento”. Una motivazione che sa di paradosso se non dell’incredibile, trovata a qualche giorno dall’evento.
Poi c’è anche il mancato invito al Presidente della Regione. Sarebbe doveroso dire da cosa sia dipeso. La mancanza di una qualsiasi motivazione può lasciare intendere paradossalmente che anche Lui non sia stato ritenuto “adatto all’evento”.
Comunque possa andare a finire la possibilità che l’accaduto possa essere ricordato come un grande “flop” è quanto mai certo!
La Calabria, terra storicamente abbondantemente maltrattata e dimenticata perché ritenuta terra di brigantaggio prima e di delinquenza organizzata dopo, può superare la crisi del bisogno solo a condizione che la gente si rimbocchi autonomamente le maniche e si metta a lavorare sodo per imporre al Paese e all’Europa i buoni prodotti della propria terra; faccia conoscere le strutture turistiche che intanto deve realizzare e metta in mostra la forza e il cuore per lanciare una nuova, inedita sfida, tenendo conto che le istituzioni, come insegna la storia, sono sempre propense ad aiutare i forti e bandisce i deboli.
Sono soprattutto i giovani a doversi prendere in carico questa meravigliosa regione e farsi promotori di una nuova e più decisa sfida, quella dell’essere competitivi. È questo il percorso che farà rinascere la Calabria. Quando sarà ricca e potente saranno gli uomini di governo a cercare i calabresi stando certi che non sarà più commesso l’errore di passare per ignavi sapendo qual è il Capoluogo.
*giornalista







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