«Le radici della diaspora italiana e la scrittura memoriale»

di Marco Gatto*

Mancano pochissimi giorni all’inizio di uno dei seminari internazionali più innovativi che la Calabria abbia mai conosciuto. Il 15 maggio prenderà avvio l’Italian Diaspora Studies Writing Seminar, una quindici-giorni ricca di appuntamenti che pone al centro dei suoi interessi il concetto di diaspora, oggi di un’attualità a dir poco stringente. Promosso dall’associazione Italian Diaspora Studies, in collaborazione con il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università della Calabria e con il Consolato degli Stati Uniti di Napoli, il programma è patrocinato dall’Ambasciata del Canada a Roma, dall’Istituto Culturale Italiano di Montreal (Canada), dalla cattedra di Italian American Studies alla Loyola University di Chicago (USA), nonché dall’Associazione per gli studi italo-americani (IASA).
Fulcro principale del seminario è il tema della scrittura memoriale, legata al riconoscimento delle radici e dell’identità storica dei luoghi. I partecipanti si interrogheranno sulle strategie letterarie di rappresentazione del passato e potranno farlo a stretto contatto con il territorio e con l’ambiente. Non a caso, accanto ai momenti seminariali, una buona parte del programma prevede visite guidate in alcuni luoghi suggestivi e di indiscusso interesse culturale e turistico: dal Parco Nazionale del Pollino fino alla costa tirrenica, per giungere poi a Matera, sulle tracce dell’opera di Carlo Levi e di altri intellettuali che hanno interrogato il tema delle origini e del rapporto con l’identità, non senza passare attraverso la conoscenza di piccoli borghi, ricchi tuttavia di storia e protagonisti delle grandi emigrazioni del passato, come nel caso di Morano Calabro, Papasidero, Civita, Albidona, Metaponto, Aliano.
Il gruppo di circa trenta persone che parteciperà al programma è composto da scrittori, giornalisti e artisti interessati alla storia e alle culture della diaspora italiana. Provengono da Australia, Canada, Germania, Inghilterra, Israele, Italia, Ghana e Stati Uniti. Come spiega Margherita Ganeri, professore ordinario di Letteratura italiana contemporanea all’Università della Calabria e direttore del programma: «In continuità con le attività realizzate negli scorsi anni, lo scopo del programma è di costruire un’ampia prospettiva transnazionale sulla diaspora italiana, con particolare attenzione al Sud e alla Calabria. La cultura materiale del passato e del presente è esperibile solo visitando gli specifici spazi della diaspora, dai paesaggi agli ambienti, dal cibo alla musica alla danza. Abbiamo cercato di costruire una piattaforma di dialogo e confronto tra diverse diaspore italiane in tutto il mondo, collegate agli spazi regionali in cui le tracce delle passate migrazioni sono presenti ancora oggi. L’alternarsi di momenti formali e informali darà vita a un programma vivace e impegnato, che stimolerà la creatività della memoria e della scrittura, offrendo al contempo ai partecipanti un’occasione ideale per visitare Calabria e Basilicata, due regioni ricche di storia e di bellezze naturali e artistiche».
Nel visitare i luoghi delle partenze degli emigranti, infatti, i partecipanti si immergeranno in un’esperienza totalizzante, di natura anche sensoriale, negli spazi reali e culturali del Sud Italia. Potranno così realizzare una forma di apprendimento attivo ed esperienziale, condividendo idee ed emozioni riguardanti le loro storie e consapevolezze della diaspora, attraverso conversazioni, incontri, ricordi, letture e scritture. A tenere i workshop saranno la nota scrittrice italo-americana Maria Mazziotti Gillan, Margherita Ganeri e Connie Guzzo McParland. Tra gli ospiti fanno capolino la rabbina Barbara Aiello, la studiosa Michela Baldo, la studiosa e scrittrice Florinda Fusco, l’attore e regista Maurizio Igor Meta, l’antropologo di chiara fama Vito Teti, che ha collaborato con Margherita Ganeri e Connie Guzzo McParland alla costruzione del programma.
Le lezioni si svolgeranno di mattina, i pomeriggi saranno dedicati alle gite o saranno lasciati liberi per dedicarsi alla scrittura e per dialogare con gli scrittori e gli studiosi. Durante le due settimane di full immersion, anche i momenti di svago sono pensati per stimolare la creatività attraverso il contatto diretto con i contesti locali, fisici e umani. Gli scritti saranno pubblicati in un volume apposito, corredato da fotografie d’autore, nella nuova collana “Italian Diaspora Studies”, diretta da Margherita Ganeri.
Per seguire gli aggiornamenti sul programma: https://www.facebook.com/ItalianDiasporaStudies/

*Docente Unical

 







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