«I calabresi perbene sono con Gratteri»

di Alfredo Serrao*

Stimato Dott. Gratteri,

c’è una certa irritualità che si manifesta in questi giorni, rispetto all’azione che la Sua Procura ha messo in atto in Calabria. E’ un’irritualità sospetta fatta di “grandi” silenzi soprattutto istituzionali ma, in particolare di forme disarticolate di difesa, che non è quella costituzionalmente riconosciuta, bensì è la difesa di un sistema che cerca di autorigenerarsi e che, senza tanti preamboli continua a tessere le fila con quella zona d’ombra, che lambisce e mantiene viva certa politica, sia calabrese, che catanzarese.
In questa verità assodata, c’è la ragione di una certa insofferenza coltivata e covata nel silenzio ed è pure il perché in molti, ovviamente, hanno reputato di non dare “cenno di vita” nemmeno con la più sterile solidarietà, per quanto emerso nell’ultima operazione Malapianta, dove emergono non tanto le minacce alla Sua persona, quanto l’ennesima riprova di una stretta relazione fra il mondo di certa politica e le cosche.
Questo silenzio ignobile che la politica calabrese e locale – quasi tutta – ha ritenuto di esprimere come forma di rispetto e di solidarietà al Procuratore della Repubblica di Catanzaro, la dice tutta sul grado di appartenenza, probabilmente, a certe logiche estranee alla normalità ed alla legalità, quella fatta di trasparenza, per come sottolinea, senza magari volerlo, che l’attività della Sua Procura incontra ed intercetta, forse, tutto il magma che per decenni ha fatto da zoccolo a quel malcostume che è diventata la cattiva politica nella regione Calabria.
Sappia dottore Gratteri che il resto della Calabria, quella fatta dai tanti cittadini che hanno capito che siamo ai titoli di coda, è con Lei.
Il probabile tentativo di isolamento messo in pista da qualcuno, i tentativi di delegittimare la Sua azione, le mistificazioni che qualcuno cerca di mettere in piedi anche all’interno del Palazzo di Giustizia, le trappole che i poteri strani, la massoneria deviata che tenterebbero di organizzare, questa volta non avranno facilmente la vittoria.
I calabresi ed i catanzaresi, che vedono in Lei una via di riscatto civile, sono al Suo fianco e sanno tranquillamente scindere i ruoli, per come hanno capito che la politica deve essere laica, e che la Chiesa deve svolgere il suo compito senza interferire o sovrapporsi all’azione della Magistratura, nel tentativo di intimidirla. La verità non ha paura, non si lascia fermare per consentire la prosecuzione di una strategia dolorosa che ha tradito questa terra amara di Calabria, che ha tradito i calabresi, che ha strappato ogni regola di giustizia e che ha condannato tutti ad un futuro di sottomissione.
Noi siamo con Lei dottore Gratteri. I catanzaresi ed i calabresi sono con Lei e siamo pronti a garantire la Sua sicurezza.
Non vogliamo più martiri. Vogliamo soltanto un futuro dignitoso, dove l’uso della politica ritorni ad essere tale, dove la sanità non sia il metodo più veloce per speculare sulla malattia facendo cassa, dove la burocrazia pubblica torni a fare il suo lavoro rispettando la dignità del popolo con la consapevolezza di gestire i soldi e la domanda dei cittadini.
Vada avanti dottore Gratteri, ci consenta di poter continuare ad essere malati di “gratterite” quella che in alcuni ambienti ci viene rinfacciata quasi fosse un peccato.
Vada avanti Signor Procuratore, ci consenta di poter continuare ad avere questa bella malattia – che ci auguriamo si diffonda e diventi epidemica – si traduca in democrazia, libertà e giustizia, dove la legalità non sia una gentile concessione ma, ritorni ad essere un metodo da tutti riconosciuto.
Grazie dottore Gratteri.

*Presidente Associazione “I Quartieri”







Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto