«Cosa è stata fatto per superare il gap della Calabria?»

di Andrea Doria

Illustrissimi esponenti del governo,
chi vi scrive è un cittadino italiano di 33 anni, laureando in Scienze politiche e ragazzo diversamente abile che ha avuto la fortuna, o sfortuna, di nascere in Calabria, una terra ad oggi dimenticata da Dio e dagli uomini.
Il grosso gap infrastrutturale che ormai si vive dalla nascita della nostra amata Repubblica porta una delle regioni più belle ad essere disconnessa dal resto d’Italia e d’Europa.
Ci tengo a precisare che la Calabria non ha ancora ben chiaro un piano tecnico definitivo in materia di trasporti, di sanità pubblica e privata, di infrastrutture e soprattutto in materia di sicurezza, a causa di un alto tasso di criminalità organizzata.
Senza voler tergiversare intendo capire, come penso il buon 80% dei calabresi, cosa sia stato fatto:
in materia di infrastrutture, rivolgendomi al precedente ministro Graziano Delrio e all’attuale ministro Danilo Toninelli: auspico una risposta tempestiva sulla famigerata “strada della morte” (statale 106 Jonica), affinché possa essere trasformata in un’infrastruttura fondamentale che collegherebbe un’intera area geografica;
in materia di sanità, rivolgendomi al ministro per il Sud Barbara Lezzi e al ministro della Sanità Giulia Grillo: a mio modesto parere, servirebbe una riorganizzazione complessiva delle Aziende sanitarie provinciali, soprattutto in provincia di Crotone, dove servirebbero più punti di primo soccorso;
in materia di sicurezza e contrasto alla criminalità, rivolgendomi al ministro dell’Interno Matteo Salvini, al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, all’ex ministro dell’Interno Marco Minniti e all’ex ministro della Giustizia Andrea Orlando: servirebbe una modifica immediata della legge sullo scioglimento dei comuni per infiltrazione mafiosa (art. 143 del Testo Unico degli Enti Locali, d.lgs. 267/2000), in quanto vi sono diverse discrepanze nella sua attuazione, pur essendo una delle leggi più all’avanguardia d’Europa.
Infine penso che, affinché si raggiunga una soluzione concreta alle annose e dannose problematiche che affiggono la mia amata Calabria, ci sia la necessità di un tavolo tecnico permanente per questa regione costituito sia da autorevoli esponenti di governo sia da esperti del settore calabrese ma che, soprattutto, “vivano” la Calabria in ogni sua sfaccettatura.







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