Alla scoperta dei musei semi-sconosciuti della Calabria

di Franco Laratta*

Ci sono musei semi-sconosciuti che meriterebbero di essere riscoperti e apprezzati. Perché raccontano la nostra storia più antica. Purtroppo lo scarso interesse delle istituzioni preposte alla promozione di questi siti, non aiuta a renderli più appetibili ai turisti.
È il caso del Museo di Capo Colonna, a pochi chilometri da Crotone. È la porta d’accesso al Parco Archeologico di Capo Colonna. Museo e parco offrono un viaggio nella storia antica, al tempo in cui si venerava la dea Hera Lacinia. In questa zona sorgeva una tra le aree sacre più importanti del Mediterraneo: il Santuario di Hera Lacinia. Nell’antica colonia achea di Kroton insieme al culto di Eracle, fondatore mitologico della città, era forte il culto di Hera Lacinia. Hera (Giunone nella mitologia romana) moglie di Zeus e regina degli dei era venerata quale divinità delle donne, del matrimonio e della fertilità. La prima sezione del Museo è dedicata alla scoperta della colonia romana che si sviluppò nell’area del santuario dal 194 a.C al I secolo d.C.
Poi in una seconda sezione troviamo i rinvenimenti del santuario e si apre con il cippo dedicato ad Hera Eleutheria con l’iscrizione in alfabeto acheo.
Nell’ ultima sezione troviamo il patrimonio di oggetti che il mare ha restituito nel tempo.
Le ricerche subacquee, iniziate oltre un secolo fa con il recupero di un carico di marmi nella baia di Scifo, sono riprese negli ultimi decenni, ed hanno consentito il recupero di molti relitti di età romana, carichi di marmi pregiati lavorati e in blocchi.
Interessante anche il recupero di navi del periodo greco con i loro interessanti carichi di vini e ceramiche.

*Giornalista







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