«Trivelle nello Jonio, ancora nessun aiuto ai pescatori»

di Antonio Jiritano*

Ormai sono anni che scriviamo sulle royalties, a favore dei pescatori calabresi al fine ricevere il previsto contributo per la ridotta attività di pesca, dovuta alla presenza delle piattaforme petrolifere dell’Eni per l’estrazione del metano.
Ad ogni articolo ogni iniziativa la Regione, il comune di Crotone, cosi come altri comuni limitrofi come Cirò e Isola Capo Rizzuto si allertano facendoci sapere che uno scrive l’altro riceve (!) e che la questione royalties si risolve al più presto. Per ora siamo in alto mare.
Una situazione ormai stagnante da anni. Una situazione incettabile in considerazione soprattutto della distruzione dell’ecosistema marino – autorizzato dallo Stato – che a largo delle coste calabresi si sta perpetrando con una attività di estrazione offshore di idrocarburi, entro ed oltre le 12 miglia – utilizzando tecniche distruttive per studiare il sottosuolo con emanazione di sorgenti che sparano delle onde battenti che va ad impattarsi nel sottosuolo marino, come delle cariche esplosive ad aria compressa, con picchi di pressione generati, che possono raggiungere i 260 dB, dannosi per l’ambiente marino e specialmente per la flora ed ambiente marina.
Questo uno dei tanti motivi per cui i pescatori devono essere risarciti per il “non pescato”, oltre alla nostra battaglia per evitare la totale desertificazione dell’ambiente marino calabrese. Ma soprattutto interesserebbe capire tutte queste estrazioni autorizzate quali economie portano alla Calabria??
Abbiamo la netta impressione che il sottosuolo marino calabrese viene sfruttato, ed i ricavi dei prodotti estratti vengono gestiti in altre regioni – il giusto federalismo assistito del governo.
Al governatore della Calabria ribadiamo la richiesta fattiva, senza propagande, che poi non trovano riscontro – visto che in questi giorni abbiamo assistito alla conferenza stampa dove si investono 30 milioni di euro per valorizzare il grande patrimonio naturale della Calabria, – con lo stesso impegno chiediamo: quello che aveva promesso alle attività economiche marinare; di erogare i primi milioni di euro necessari al contributo per il “non pescato” ai pescatori calabresi.
E solo per memoria vorremmo ricordare agli amministratori locali che solo nella provincia di Crotone abbiamo perso occupazione seria: 65 lavoratori della provincia – 67 lavoratori dei call center dell’Inps e Inail – 100 o 200 operatori dei call center a rischio più tutte le attività piccole in chiusura. Ora aspettiamo solo che la distruzione dei piccoli pescatori della zona.
*federazione regionale USB Calabria







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