«Sulla sanità serve un colpo di reni del Consiglio»

di Orlandino Greco*

Il dibattito di queste ultime ore sulla sanità calabrese si è arricchito di due contributi pubblicati sul Corriere della Calabria che sono espressione chiara ed evidente del dramma che sta vivendo il settore sanità nella nostra regione.
Il primo è la “confessione” del deputato Sapia, che prende le distanze dai rappresentanti M5S e loro nominati per esprimere la sua delusione per quanto sta accadendo in Calabria. Denuncia, con questo, le più evidenti carenze assistenziali, l’inutilità dei provvedimenti pretesi fortemente dalla ministra Grillo e l’inefficacia della attuale compagine commissariale, autodecapitatasi del sub commissario. Quello Schael, che si è dimesso senza avvertire il benché minimo dovere di spiegarne i motivi.
Il secondo, è il solito articolo del professor Jorio, che ci dà giù di brutto nel sottolineare le contraddizioni emergenti nel M5S, nel puntare il dito contro una governance che non c’è neppure sulla carta, considerati i grandi rifiuti di tutti gli interpellati per ricoprire la carica di commissario straordinario.
In mezzo a tutto questo, una sanità che diventa ogni giorno di più un serio dramma. Una sanità che rischia di uccidere piuttosto che assistere e guarire. Le sue condizioni da colabrodo impediscono a chiunque di venire per affrontare i problemi, oramai non affrontabili se non attraverso una rinnovata organizzazione, concepita bene e scritta meglio di quanto è in uso agli strumenti legislativi destinati a migliorare il prodotto salute nella nostra triste regione.
Non solo. Chi è venuto è scappato ovvero si è indebitamente arricchito di ingiuste prebende, senza portare alcunché di utile ai calabresi. Per intanto, tutti soffrono. A cominciare dai medici che, estenuati, non hanno più forza di resistere alle grandi responsabilità che si sono assunti garantendo l’assistenza in un sito dove la stessa trova avversarie le istituzioni deputate a garantirla.
Soffrono i calabresi, oramai allo spasimo e alla ricerca di chi, ovunque esso si trovi, sia capace di garantire loro ciò che non hanno mai avuto. Su tutto, un bilancio della sanità traballante, più pieno di buchi di quanti ne abbia la groviera. Tocca alla Regione, meglio al consiglio regionale, il colpo di reni. Quello che serve, a pochi mesi dal traguardo, per vincere quella volata dalla quale dipendono le condizioni di vita e quelle di morte di tutti noi. Il mio impegno sarà quello di proporre al Consiglio regionale ogni rimedio possibile.

*Consigliere regionale e segretario federale di Idm







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