«Le operazioni di facciata sulla sanità»

di Giovanni Puccio*

Siamo stati facili profeti. L’iperattivismo dei mesi scorsi del governo sulla sanità calabrese è stata solo una manovra di facciata senza costrutto e con pesanti conseguenze sullo stato complessivo dei servizi tanto da concretizzare una vera paralisi gestionale.
Il governo giallo-verde, sbandierando ricette miracolose attraverso il cosiddetto “Decreto Calabria”, come abbiamo segnalato in più occasioni, ha preso in giro i calabresi in quanto in quel provvedimento non c’è mai stato un solo intervento concreto per rimuovere le cause che hanno determinato per i malati calabresi disservizi e disagi.
Si è preferito sbandierare un’immagine di interventismo che si è irrimediabilmente rilevata come una beffa. I calabresi non hanno, infatti, dimenticato le dichiarazioni roboanti del Presidente del Consiglio Conte e del ministro della salute Grillo al termine di una riunione straordinaria del Consiglio dei ministri tenutosi a beneficio della macchina della propaganda elettorale a Reggio Calabria.
Lo avevamo detto che quel decreto avrebbe ulteriormente accentrato la gestione della sanità calabrese nelle mani del nuovo commissario senza incidere minimamente sulla qualità di servizi ed assistenza. Così è stato.
Avevamo anticipato che la lotta senza confini che il ministro Grillo aveva promosso contro la Regione non avrebbe portato a nulla di buono. Voler addebitare in capo ai vertici della Cittadella la responsabilità della situazione, facendo finta di dimenticare che la sanità calabrese è commissariata da quasi 10 anni, era solo un metodo strumentale per delegittimare politicamente il presidente Oliverio e nulla più.
La nomina di Saverio Cotticelli è stata spacciata come rivoluzionaria e determinante per invertire rotta. Invece, dopo averlo esaltato in tutte le salse, anche Cotticelli è stato lasciato da solo tanto è vero che non è in grado, per i ritardi del Governo, nemmeno di poter espletare pienamente i compiti assegnati in una condizione dove su sette commissari straordinari da nominare per le varie Asp, il ministro Grillo e l’esecutivo Conte, sono riusciti ad indicarne solo tre, dei quali nessuno è ancora entrato in attività. E cosa dire, poi, delle dimissioni clamorose del vice commissario Thomas Schael? Chi ci spiega perché si continua a rinviare la riunione del cosiddetto “Tavolo Adduce”?
In questa situazione di perdurante incertezza gestionale i servizi continuano ad essere depotenziati e i calabresi costretti a subire pesanti disagi per assicurarsi le cure di cui necessitano.
La paralisi che è stata determinata in seno ai vertici delle Asp continua, inoltre, a tenere bloccate, nonostante lo sblocco del turn over, tutte le procedure inerenti le centinaia e centinaia di nuove assunzioni di cui gli ospedali calabresi hanno assoluto bisogno.
Di contro si registra il pesante carico di lavoro che viene riversato sul personale in servizio con turni fuori da ogni regola e con servizi soppressi per mancanza di personale.
Eppure, non si deve dimenticarlo, il Governo nazionale ha fatto della nomina esclusiva dei commissari delle Asp il suo primo e principale vanto inserendo questa prerogativa nel “Decreto Calabria” e “lodandosi” di aver sottratto alla politica calabrese ogni influenza sulle nomine.
A distanza di tanti mesi, però, i calabresi stanno assistendo ad una sceneggiata miserevole, ad un comportamento irresponsabile, all’ulteriore depauperamento dei servizi, al naufragio di una politica puntata essenzialmente sugli aspetti elettorali e mediatici ma priva di ogni pur minimo barlume di buon senso e competenza.

*responsabile organizzativo Pd Calabria







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