«Pd, motore propulsivo del nuovo governo»

di Nicola Irto*

Abbiamo attraversato e forse stiamo iniziando a superare una delle crisi politiche più gravi, certamente la più grottesca, della storia della Repubblica.
Inutile soffermarsi sui fallimenti del governo gialloverde: è un fatto acclarato, come chiara era la prevedibile fine di una maggioranza tenuta assieme solo da un “contratto” e da interessi di parte.
Oggi però non possiamo continuare a guardare indietro.
L’Italia ha un disperato bisogno di futuro.
Per questo motivo o si trova, e si trova rapidamente, una maggioranza che in Parlamento dia un governo stabile all’Italia, oppure si deve tornare alle urne. La ricerca di una nuova maggioranza non è una furbizia, ma un dovere dettato dalla Costituzione della nostra Repubblica parlamentare.
Il Partito Democratico, durante lo psicodramma che ha diviso Cinque Stelle e Lega, ha dimostrato grande senso di responsabilità.
Un’impostazione confermata dalla Direzione del Partito di oggi che ha dimostrato di avere a cuore le sorti dell’Italia. Pur non potendo essere presente ai lavori della Direzione, condivido pienamente le decisioni assunte e che avrei sostenuto con il mio voto.
Con trasparenza, senza sotterfugi, senza inciuci, è passata una linea chiara che stabilisce cosa per il PD è indispensabile per provare a dare vita a un nuovo governo che auspico possa vedere la luce all’esito delle consultazioni del presidente Mattarella.
Un governo che deve ribadire con forza la nostra collocazione europea, con un ruolo da protagonisti e non da emarginati, com’è giusto che sia per noi che la Comunità europea l’abbiamo fondata; una ritrovata centralità della democrazia rappresentativa perché il Parlamento è il cuore della Politica italiana; una svolta sull’immigrazione, senza squallide opere di distrazione di massa ma rivendicando le responsabilità dell’Europa; un cambio di passo in economia per una equa redistribuzione della ricchezza, che aiuti i ceti deboli, e per un rilancio vero degli investimenti.
A queste condizioni, e solo a queste condizioni, il PD ci sarà in un governo che dovrà avere discontinuità rispetto al recente passato, perché la ricetta gialloverde ha generato una maionese impazzita e riproporla con gli stessi ingredienti sarebbe fatale per l’Italia. Oggi il nostro Paese è a rischio, l’IVA potrebbe schizzare al 25% devastando i bilanci familiari e quelli delle imprese, il debito pubblico ha toccato il record assoluto e i conti dello Stato vanno messi in sicurezza. È un momento di enorme gravità di cui forse non ci si rende conto pienamente. Il momento della propaganda è finito.
È arrivata l’ora di operare con serietà per salvare l’Italia dal disastro e il Sud da una deriva che rischia di essere irreversibile.
*presidente del Consiglio regionale della Calabria







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